“Batman – Il film” di Leslie H. Martinson

(USA, 1966)

Dite quello che vi pare ma la serie prima, e questo film poi, mi fanno impazzire.

Fra le più ironiche, grottesche e al tempo stesso rappresentative serie degli anni Sessanta, “Batman” ebbe subito un tale successo da convincere i produttori a realizzare un film, che di fatto è il primo sull’uomo pipistrello nato dalla matita di Bob Kane.

A sfidare Batman (Adam West) e il suo fido Robin (Burt Ward), questa volta ci si mettono tutti e quattro i cattivi di sempre: l’Enigmista (Frank Gorshin), il Pinguino (Burgess Meredith, vittima del maccartismo al quale per anni venne impedito di lavorare, e che dieci anni dopo diventerà famoso come l’anziano allenatore di Rocky Balboa), il Jolly – si chiamava così da noi e non ancora Joker… – (Cesar Romero) e la perfida e sensuale Catwoman (Lee Meriwether).

I quattro cattivi useranno ogni mezzo per sconfiggere il paladino della giustizia, solcando i mari i cieli e il sottosuolo. Ma l’uomo pipistrello…

Mantenendo il più possibile le caratteristiche visive del fumetto, assieme e una facile ironia, che a volte però diventa anche graffiante deridendo pungentemente la retorica del giustiziere e delle sue argute riflessioni, “Batman – Il film” ancora diverte.

Nonostante i suoi effetti speciali caserecci – come la classica camminata sul muro o la scazzottata con uno squalo troppo statico pure per essere di gomma – e le scenografie a basso costo, questo film possiede ancora il suo fascino. Sarà per il tema musicale indimenticabile, così come per il suo protagonista che col suo fisico imponente teneva la scena con una semplice calzamaglia grigia.

Trash allo stato puro Batman e Robin che, durante alcuni esperimenti chimici nella loro batcaverna, indossano i loro costumi con sopra i camici da laboratorio …SBANG!

Batman – Il film

“L’uomo della Torre Eiffel” di Burgess Meredith

luomo-della-torre-eiffel-loc

(USA, 1949)

L’immaginario collettivo si ricorderà per sempre di Burgess Meredith come interprete di Mickey Goldmill, l’anziano allenatore non udente di Rocky Balboa, personaggio che ha interpretato in quasi tutti i film della serie che ha Sylvester Stallone come protagonista. Ma Meredith è stato un grande attore di teatro prima e un famoso caratterista di Hollywood poi, nonché proscritto nell’epoca buia del maccartismo per le sue idee vicine al Partito Comunista.

Proprio prima di finire all’indice, Meredith dirige il suo unico film, che interpreta anche e che gira a Parigi. Una Parigi che si sta rialzando dalla Seconda Guerra Mondiale al cui centro c’è la Torre Eiffel, simbolo del Paese e della libertà che questo, assieme ai suoi alleati, è riuscito a difendere.

E a Parigi chi difende meglio la giustizia dell’ispettore Maigret? Nessuno, e infatti il film è l’adattamento del romanzo di George Simenon  “La testa di un uomo”, e nei panni dell’ispettore più famoso di Francia c’è nientemeno che il grande Charles Laughton.

Tutta un’altra storia rispetto al Maigret di Gino Cervi o a quello di Jean Gabin, perché Laughton ne crea uno nuovo, fedele al testo, ma diverso dagli altri. Un grande attore lo si vede anche in questo. Ma oltre all’interpretazione del grande attore inglese, il film di Meredith possiede un’atmosfera particolare, grazie anche alla sua fotografia e alle sequenze finali girate sulla Torre, davvero spettacolari. Non a caso, nei titoli di testa, fra gli interpreti principali del film c’è l’intera città di Parigi.

Per fan di Maigret e non solo.    

L’uomo della Torre Eiffel