“Alta tensione” di Mel Brooks

(USA, 1977)

Già nei titoli di testa Mel Brooks dedica questo film a: “The Master of Suspense” Alfred Hitchcock che ha spaventato e continua a spaventare intere generazioni di spettatori.

Così Brooks realizza una parodia omaggio al maestro del brivido impersonando lui stesso il dottor Richard H. Thorndyke (dove la H sta per Harpo, citazione dei mitici fratelli Marx, a loro volta maestri di intere generazioni di comici) che viene nominato direttore sanitario dell'”Istituto Psico-Neurotico per Individui Molto Molto Nervosi”.

Il precedente reggente è morto in circostanze misteriose e Throndyke trova un’atmosfera inquieta e tesa. A dirigere la clinica sono Fratella Diesel (Cloris Leachman in ruolo molto simile a quello interpretato nel mitico “Frankenstein Junior“) e il dottor Montague (un sempre bravo Harvey Korman, fra i migliori caratteristi del periodo) legati da una “torbida” relazione amorosa.

Thorndyke vorrebbe prendere in mano la clinica, ma un importante convegno di neuropsichiatria lo chiama a San Francisco, dove incontra casualmente l’avvenente Victoria Brisbane (una irresistibile Madeline Kahn) figlia di un noto industriale che per un esaurimento nervoso è ospite dell'”Istituto “Psico-Neurotico per Individui Molto Molto Nervosi”. Thorndyke capisce così che Fratella Diesel e Montague gli hanno mentito e molto probabilmente sono loro i responsabili della morte del suo precedessore così come di altre considerate strani incidenti. Ma i due (…malvagi!) hanno inviato uno spietato killer per ucciderlo…

Deliziosa commedia diretta e interpretata del Re della parodie nella sua epoca d’oro, che segue pellicole immortali come “Mezzogiorno e mezzo di fuoco”, “Frankenstein Junior” e “L’ultima follia di Mel Brooks”, pellicole che hanno segnato la comicità in maniera profonda e che ancora oggi fanno scuola alle nuove generazioni di comici.

Il successo di questi film è dovuto, oltre alla grande verve comica dello steso Brooks, anche a un’ottima sceneggiatura e a un cast di prim’ordine. Lo script di questo film, infatti, è firmato dallo stesso regista assieme a Ron Clark, Rudy De Luca e Barry Levinson. Clark e De Luca sono due ottimi comici come Brooks, tanto che nel film rivestono ruoli secondari ma irresistibili, come quello del paziente timoroso/Clark che viene spaventato apposta da Montague, o quello dello spietato serial killer che impersona De Luca. Barry Levinson, tanto per la cronaca, che nel film interpreta il cameriere bizzoso che porta il giornale in camera a Thorndyke creando la strepitosa scena della parodia della doccia di “Psyco”, diventerà poco dopo un apprezzato regista dirigendo pellicole come “Piramide di paura“, “Good Morning, Vietnam”, “Rain Man – L’uomo della pioggia” per la quale vince l’Oscar come migliore regia e lo strepitoso “Sesso & potere” con la coppia De Niro/Hoffman.

Per quanto riguarda il cast, oltre ai numerosi artisti citati, deve essere ricordata senza dubbio Madeline Kahn grande interprete brillante non solo al cinema ma anche in teatro, visto che nella sua purtroppo non troppa lunga carriera (venne stroncata da un tumore nel 1999 a soli 57 anni) vinse un Tony Award e un Emmy Award come migliore attrice, collezionando numerose candidature fra Oscar e Golden Globe.

Le cronache del tempo riportano che lo stesso Hitchcock lesse la sceneggiatura prima delle riprese, ma è ufficiale che dopo aver visto il film completato inviò una cassa di champagne a Mel Brooks come ringraziamento.

Immortale, come i film del grande Hitch.

“Frankenstein Junior” di Mel Brooks

(USA, 1974)

Ogni battuta di questa straordinaria pellicola di Mel Brooks è impressa nella memoria di tutti, e non solo per una sceneggiatura irresistibile (firmata dallo stesso Brooks insieme a Gene Wilder), ma perché – anche a distanza di tanti anni – si intuisce che sul quel set, come in pochi altri nella storia del cinema, si creò un’atmosfera e un feeling così speciale che permisero di dare vita a uno dei capolavori comici di tutti i tempi.

Un esempio è la gobba “mobile” di Ygor (un grande e indimenticabile Marty Feldman), che non era nella sceneggiatura originale, ma una trovata dello stesso Feldman per prendere in giro i colleghi sul set.

Altro esempio – e purtroppo parliamo ancora di un’altra grande artista scomparsa prematuramente – è quello di Madeline Kahn che era stata scelta per il ruolo di Inga, ma che chiese espressamente a Brooks di fare Elizabeth nei panni della quale si sarebbe divertita di più (e dalle torto!).

Anche se Mel Brooks ha firmato altre divertenti commedie e parodie, questa rimane indiscutibilmente la migliore. Indimenticabili, infatti, sono le interpretazioni di tutti, anche in ruoli secondari come Cloris Leachman, Kenneth Mars e Liam Dunn.

Adesso leggi ad alta voce: “FRAU BLÜCHER” …e dimmi se non senti il nitrito dei cavalli?!