(UK, 2023)
Con “Cattiverie a domicilio“, la regista britannica Thea Sharrock, già nota per il delicato “Io prima di te” (2016), compie un salto stilistico e narrativo audace, proponendo una commedia nera che strizza l’occhio tanto ai classici del genere quanto alle moderne serie TV di matrice anglosassone. Il risultato è un film che oscilla tra la risata amara e il dramma sottile, con una costruzione narrativa volutamente caustica.
La storia si svolge a Littlehampton, nel sud dell’Inghilterra, negli anni Venti del secolo scorso, e segue le vicende di Rose Gooding (interpretata da Jessie Buckley), una giovane donna schietta e dalla personalità esplosiva, trasferitasi con la sua piccola figlia Nancy dall’Irlanda poco tempo prima, che si ritrova accusata di aver scritto lettere anonime colme di insulti e minacce rivolte ai suoi vicini, in particolare a Edith Swan (Olivia Colman), una donna riservata, devota e dal carattere apparentemente impeccabile.
Le accuse contro Rose, se provate, potrebbero portarla a una condanna ai lavori forzati e a perdere la custodia della sua amata Nancy. Edith, profondamente offesa e determinata a smascherare la presunta colpevole, inizia una vera e propria crociata per ottenere giustizia spinta dall’intollerante padre Edward (Timothy Spall). Tuttavia, man mano che la storia si dipana, emergono dettagli inaspettati che mettono in dubbio le certezze di tutti, portando a risvolti sorprendenti…
Il rapporto tra le due donne, inizialmente amichevole, si evolve in maniera complessa e toccante, offrendo uno spaccato sull’umanità e sulle difficoltà di comunicazione in una comunità chiusa e perbenista.
Jessie Buckley si conferma una delle interpreti più talentuose della sua generazione, dando vita a una Rose credibile e sfaccettata, capace di alternare momenti di vulnerabilità a esplosioni di rabbia e determinazione. La sua chimica con Olivia Colman è palpabile e aggiunge profondità a una relazione che si rivela il cuore pulsante del film.
Ma è Olivia Colman a rubare la scena. L’attrice premio Oscar incarna Edith con una maestria che riesce a bilanciare rigore e fragilità, regalando una performance straordinariamente umana. Con la sua solita bravura, Colman trasforma ogni battuta, ogni gesto, in un’occasione per svelare le molteplici sfumature del suo personaggio, rendendolo così indimenticabile.
Timothy Spall, nel ruolo del padre bigotto e prepotente di Edith, offre un’interpretazione magistrale, aggiungendo ulteriori strati di tensione e ironia alla vicenda. La sua presenza scenica, unita alla sua capacità di incarnare un personaggio al contempo odioso e tragico, rappresenta un ulteriore elemento di forza nel cast.
Sharrock adotta uno stile asciutto ma efficace, lasciando spazio a inquadrature studiate per enfatizzare i dettagli più pungenti della narrazione. La sceneggiatura, firmata da Jonny Sweet e ispirata ad eventi realmente accaduti, è il vero punto di forza del film: ricca di dialoghi brillanti e situazioni surreali che non scadono mai nel grottesco fine a sé stesso. Il ritmo narrativo è sostenuto, anche se in alcuni momenti si percepisce il rischio di perdere il filo tra le numerose sottotrame.
“Cattiverie a domicilio” è più di una semplice commedia nera: è una riflessione sul potere della vendetta e sulle sue implicazioni morali. Il film pone domande scomode: è giusto restituire pan per focaccia? …E a quale prezzo?
La regista riesce a bilanciare queste riflessioni con un tono leggero, evitando moralismi troppo marcati. Tuttavia, la parte finale si fa più seria, lasciando lo spettatore con una nota amara ma necessaria.
“Cattiverie a domicilio” è una pellicola che riesce a intrattenere e far riflettere al tempo stesso, grazie a un cast in gran forma e a una regia che non ha paura di osare. Olivia Colman si conferma una delle attrici più straordinarie del nostro tempo, e la sua interpretazione rappresenta uno dei motivi principali per cui il film merita di essere visto. Film che non è privo di difetti, come qualche forzatura nella trama e un finale che avrebbe potuto essere più breve e così più incisivo, ma resta un’opera originale e coraggiosa nel panorama cinematografico contemporaneo.
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