“La città incantata” di Hayao Miyazaki

(Giappone, 2001)

Questo stupendo lungometraggio ha, fra gli altri, il merito di aver fatto conoscere al mondo interno il genio del maestro Hayao Miyazaki.

La vicenda della piccola Chihiro che, a causa della sventatezza dei suoi genitori, deve crescere in pochissimo tempo, è una delle storie di formazione più belle mai apparse sul grande schermo.

Il maestro Miyazaki – che firma anche la sceneggiatura ispirandosi al romanzo per ragazzi “Il meraviglioso paese oltre la nebbia” della scrittrice Sachiko Kashiwaba pubblicato la prima volte nel 1987 – ci porta nel suo regno fantastico (forse il più affascinante da lui creato) che ha le sue regole ferree alle quali nessuno, neanche la potente strega Yubaba, può alla fine sottrarsi. Soltanto il grande cuore di Chihiro e la sua umiltà – due qualità giustamente molto apprezzate nel Paese del Sol Levante – potranno sconfiggere i terribili sortilegi…

Senza doverci persare troppo trovo sempre un ottimo motivo per rivedere un film del genio giapponese, e “La città incantata” è uno dei miei preferiti. Ogni volta che la rivedo i miei occhi e la mia anima godono letteralmente della sua bellezza. Come tutte le opere di Miyazaki, anche questa è poesia pura animata.

Vincitore dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino – prima volta nella storia degli anime – e dell’Oscar come Miglior Film Straniero.

Per la chicca: il lampione saltellante che accoglie Chihiro dopo essere scesa dal treno, e l’accompagna alla casa della strega Zeniba, è un dichiarato omaggio alla lampada da tavolo simbolo della Pixar, i cui film sono molti amati da Miyazaki. Un genio in tutti i sensi!

Da tenere, gelosamente, nella propria videoteca.

La città incantata

“Alla ricerca di Dory” di Andrew Stanton

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(USA, 2016)

Non era facile creare un sequel al successo planetario di “Alla ricerca di Nemo”, ma alla Pixar sono dei geni, c’è poco da dire, e così si sono presi tutto il tempo necessario (quasi tredici anni) per raccontare una nuova bellissima storia con Dory, Marlin e Nemo. Scritto e diretto da Andrew Stanton (regista di “Alla ricerca di Nemo” e “Wall-E”) insieme a Victoria Strouse, “Alla ricerca di Dory”, come tutti i film della Pixar, ci parla d’amore: dell’amore incondizionato di due genitori verso una figlia molto particolare, e di quello della figlia verso di loro e verso i suoi veri amici, nonostante tutte le complicazioni nel soffrire di difetti alla memoria breve.

Con una grafica sempre più increbile, viaggiamo sul fondo del mare e dentro enormi o piccoli acquari e, oltre ai noti protagonisti, conosciamo il cinico e solitario polipo Hank che aiuta Dory suo malgrado e grazie a lei – come nel film precedente per Marlin – impara ad accettare se stesso e il mondo col quale deve relazionarsi. Davvero un grande film.

Bisogna, poi, fare i complimenti a Carla Signoris che doppia il pesce blu e giallo in maniera sublime, indiscutibilmente molto brava, forse piu della stessa Ellen DeGeneres nella versione originale.

E per finire: titoli di coda geniali come sempre!

 

“Il viaggio di Arlo” di Peter Sohn

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(USA, 2015)

Questo bel film ha avuto un solo difetto: è uscito troppo poco tempo dopo il successo planetario di “Inside Out”, che ha oscurato quasi tutti gli altri film del genere per i mesi che è rimasto nelle sale. Lo strano viaggio di Arlo ci porta sul nostro pianeta, qualche milione di anni fa dove però i dinosauri sono sopravvissuti al meteorite che nella realtà li ha estinti, avendo avuto il tempo quindi di evolversi. La storia inizia quando l’essere umano si affaccia sulla Terra, ma è ancora cosiderato un parassita dai dinosauri che sono la specie dominante visto che coltivano i campi e allevano il bestiame. Ma il rapporto fra Arlo, un giovane dinasauro e Spot, un ragazzino che ha perso la sua famiglia, supererà ogni barriera e sentimento.

Come ogni film della Pixar, “Il viaggio di Arlo” ci porta in un mondo fantastico il cui fascino non è solo l’animazione digitale, che in questo film raggiunge vette incredibili, ma anche la storia pura e semplice, di un’amicizia senza confini fra due giovani esseri all’inizio della loro vita. Da vedere come ogni prodotto Pixar.

Il viaggio di Arlo

“Inside Out” di Pete Docter e Ronaldo Del Carmen

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(USA, 2015)

La Pixar realizza un altro capolavoro. Peter Docter e Ronaldo Del Carmen firmano un grande film che, come altri capolavori della casa cinematografica creata da John Lasseter, oltre a stupirci dal punto di vista visivo, ci incanta con la sua storia. La fine dell’infanzia e l’inizio della pubertà sono indiscutibilmente un momento difficile, se poi ci mettiamo pure che i genitori dell’undicenne Riley decidono di trasferirsi dal Minnesota in California, sradicandola dalle sue amicizie, la cosa diventa ancora più complicata. Ma le emozioni che gestiscono l’animo di Riley faranno di tutto per aiutarla. E non aggiungo altro, perché questo straordinario film deve essere visto e basta.

Fra i migliori film d’animazioni di tutti i tempi “Inside Out” ci regala fantastiche, incredibile e impensabili EMOZIONI!

Esce in USA “Inside Out” della Pixar

Inide Out Loc

Esce oggi nelle sale degli Stati Uniti il nuovo e attesissimo film della Pixar “Inside Out” diretto da Peter Docter (già autore di “Up” e “Monster & Co.”) e Ronaldo Del Carmen (già collaboratore della Pixar e dello stesso Docter). La piccola Riley è nell’età complicata della crescita, e la situazione precipita quando il padre inizia un nuovo lavoro e sradicandola dal quieto Midwest, se la porta con lui a San Francisco. Forse per lo stress o per l’emozione, improvvisamente nella testa di Riley esplodono alcune voci: sono le sue emozioni, gioia, paura, rabbia, disgusto e tristezza prendono vita e l’accompagneranno nel quotidiano, influenzandola non poco nelle scelte di ogni giorno. Noi dovremmo aspettare il 16 settembre per vederlo nelle nostre sale, ma già si parla di capolavoro. Sempre parlando della Pixar, il 25 novembre, invece, arriverà nelle nostre sale “The Good Dinosaur” (e speriamo bene per la traduzione in italiano…) che parte dalla domanda: e se il meteorite che ha colpito la Terra estinguendo i dinosauri avesse sbagliato la mira, potrebbe esistere l’amicizia fra un dinosauro e un giovane essere umano? Al cinema, prima di Natale, l’ardua sentenza!

Dopo Nemo arriva “Alla ricerca di Dory”!

Alla ricerca di Dory

E’ prevista per il prossimo anno l’uscita nelle sale USA dell’attesissimo sequel del mitico “Alla ricerca di Nemo”. Protagonista principale del nuovo film della Pixar è la grande Dory, debole di memoria ma non di cuore. Accanto a lei ci sarà sempre l’amico Marlin ma soprattutto ci saranno i suoi genitori a cui prestano la voce – nella versione inglese – Diane Keaton e Eugene Levy. Le anticipazioni parlano di un film dedicato alle vicissitudini che si consumano all’interno di una famiglia, ma per il resto niente di più dettagliato. C’è da comprare già il biglietto!

PS: incredulo prendo atto che i distributori italiani hanno scelto il titolo in italiano fedele al primo film e non il “Cercando Dory” che mi aspettavo… non ci sono più le mezze stagioni.

 

“La Luna” di Enrico Casarosa

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(USA, 2011)

Ecco un altro piccolo gioiello firmato dalla Pixar, scritto e diretto da Enrico Casarosa, nato a Genova nel 1970 e trasferitosi vent’enne a New York per iscriversi alla School of Visual Arts, la stessa frequentata – tanto per dirne uno – da Keith Haring. Casarosa ci porta in una splendida favola onirica i cui protagonisti sono tre classici italiani – così come se li immaginano tanto gli americani – di tre generazioni differenti: nonno, papà e nipote che nella vita fanno un lavoro molto particolare…

7 minuti di puri sogni e immagini fantastiche da vedere ogni volta che ci capita una giornata storta e che riportano la mente la Cosmicomica “La distanza della Luna” del grande Italo Calvino. Nominato all’Oscar come miglior film d’animazione nel 2012.

“Il gigante di ferro” di Brad Bird

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(USA, 1999)

Prima di approdare alla Pixar per dirigere “Gli Incredibili” e “Ratatouille”, Brad Bird firma questo stupendo cartone animato nel formato tradizionale, tratto dal noto libro per ragazzi “L’uomo di ferro” dell’inglese Ted Hughes. Nella provincia americana di fine anni Cinquanta, in piena guerra fredda e con l’incubo dell’invasione sovietica, il piccolo Hogarth fa amicizia con un gigante di ferro, probabilmente venuto da un altro pianeta. Al suo nuovo amico Hogarth insegnerà a parlare la nostra lingua e, soprattutto, a giocare. Ma, come sempre, i problemi li creeranno gli adulti. Davvero un bella pellicola d’animazione contro ogni tipo di guerra, piaga della quale, noi esseri umani, non sembriamo proprio poter fare a meno.

“Mr Hublot” di Laurent Witz e Alexandre Espigares

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Il 2014 è stato l’anno in cui la Pixar, dopo tanti anni, non aveva nessuna delle sue opere candidate all’Oscar come miglior film d’animazione, ma la categoria è stata ugualmente illuminata da un piccolo – in senso solo di durata – capolavoro francese, che ha giustamente vinto la statuetta. Scritto da Laurent Witz, “Mr Hublot” – disponibile su Youtube – ci porta per poco più di dieci minuti in un mondo fantastico, fatto di macchine ma soprattutto di tenerezza e amore. Non è un caso quindi che la Francia sia il terzo paese al mondo produttore di film d’animazione, dopo Stati Uniti e Giappone. E non è un caso pure che anche questo gioiello citi, come le opere di Sylvain Chomet (“Appuntamento a Belleville” e “L’illusionista” su tutte) l’arte del grande Jacques Tati, che acquistò notorietà internazionale con il suo delizioso “Le vacanze di Monsieur Hulot” del 1953.

“Gli Incredibili” di Brad Bird

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(USA, 2004)

E’ inutile fare quell’espressione, già l’ho ammesso più volte: sono un fan sfegatato dei geni della Pixar, e se quelli realizzano film spettacolari con immagini e sceneggiature clamorose non prendetevela con me! Come spesso accade dietro un loro film c’è un argomento ben preciso. Se “Up” era dedicato alla terza età, e soprattutto al modo in cui chi ha la fortuna di arrivarci sceglie di viverla, qui facciamo un passo temporalmente indietro e ci fermiamo alla mezza età. Chi a vent’anni non si sentiva invincibile, andando a letto all’alba, dormendo poche ore, e una volta in piedi, fresco come una rosa, era pronto a ricominciare? …Ma col passare degli anni però le cose cambiamo, e con l’arrivo dei figli ci appesantiamo – non solo fisicamente – e passiamo troppe serate a ricordare i bei tempi andati. Le cose poi precipitano se una bella bionda sexy ci avvicina perché è desiderosa di farci rivivere i nostri momenti da “super”…

Geniale metafora della vita, come geniale la distribuzione dei super poteri in famiglia: Bob l’uomo d’acciaio “Mr. Incredible”, Helen “Elastigirl” (quale migliore riconoscimento ad una mamma tutto fare?), Dashinell “Flash” il piccolo scintillante alla soglia dell’adolescenza, e Violetta l’invisibile, la figlia grande in piena adolescenza. Menzione speciale allo spettacolare e inclassificabile Jack Jack. Un plauso anche ai nostri doppiatori e soprattutto a Laura Morante che da la voce a Elastigirl. Due Oscar: miglior film d’animazione e miglior suono.

Da vedere e rivedere (soprattutto passati i 40!).