(Buthan/Rep. Pop. Cinese, 2019)
Questa è un’opera che celebra la sacra missione dell’insegnamento e ci ricorda quanto sia prezioso seminare conoscenza nelle menti dei più giovani.
“Lunana: Il villaggio alla fine del mondo” ci trasporta in un angolo remoto del Bhutan, dove un giovane insegnante svogliato, Ugyen (che ha il viso di un bravo Sherab Dorji), inizia controvoglia un viaggio che cambierà per sempre la sua vita. Io che amo scrivere, sono rimasto affascinato dalla potenza metaforica di questo cammino fisico che diventa spirituale: otto giorni di salita verso uno dei villaggi più isolati del pianeta, a quasi cinquemila metri d’altitudine, dove non c’è elettricità e il caldo del fuoco è l’unico conforto nelle gelide notti himalayane.
E mi ha colpito profondamente la frase che nel film pronuncia il capo del villaggio: “Un maestro tocca il futuro”. Che verità sublime! Ogni insegnante è come un giardiniere che pianta semi destinati a germogliare nel tempo, a fiorire nelle generazioni future. E Ugyen, inizialmente accecato dal miraggio di una carriera da cantante in Australia, scopre proprio a Lunana il vero significato di questa nobile e unica missione.
La purezza dello sguardo dei bambini di Lunana, la loro sete di conoscenza, il rispetto quasi sacrale che nutrono per la figura dell’insegnante, sono come uno specchio che riflette l’essenza più pura dell’educazione. In un’epoca in cui troppo spesso l’insegnamento viene svilito e burocratizzato, e c’è chi consiglia caldamente – anche da autorevoli scranni… – alle nuove generazioni di non studiare e andare il più presto possibile a lavorare, questo film ci ricorda che educare significa letteralmente “condurre fuori”, far emergere il potenziale che ogni essere umano racchiude dentro di sé per far progredire così l’intera società.
Il regista Pawo Choyning Dorji ha avuto il coraggio di girare in condizioni estreme, con attori non professionisti, creando un’opera di rara autenticità. La maestosità dei paesaggi himalayani fa da cornice a una storia intima di trasformazione, dove la semplicità della vita a Lunana rivela verità profonde sull’importanza di trasmettere non solo nozioni, ma valori e saggezza.
Vedere Ugyen che gradualmente si risveglia alla sua vocazione di insegnante, circondato da una comunità che considera l’educazione un tesoro prezioso, ci ricorda quanto sia fondamentale il ruolo degli insegnanti nel plasmare il futuro della società. Ogni bambino è come un libro ancora da scrivere, e gli insegnanti sono i custodi dell’inchiostro con cui verranno tracciate le prime fondamentali parole.
Questo film è una gemma rara nel panorama cinematografico contemporaneo, un’opera che ci ricorda come l’educazione sia la chiave per aprire le porte del futuro. È un inno alla nobiltà dell’insegnamento, alla sua capacità di trascendere le barriere culturali e geografiche per toccare l’essenza stessa dell’umanità.
“Lunana: Il villaggio alla fine del mondo” è una pellicola da guardare a cuore aperto, lasciandoci trasportare tra le vette dell’Himalaya dove, in un piccolo villaggio alla fine del mondo, si celebra quotidianamente il miracolo dell’educazione. Perché, come ci insegna questa storia, un vero maestro non solo tocca il futuro: lo plasma, lo nutre, lo fa sbocciare come un fiore in alta quota che sfida le intemperie per regalare al mondo la sua bellezza.
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