“L’isola Blu, Re Giulio” di Federica Lauria e Laura Ester Ruffino

(Prankster, 2016)

La nostra editoria possiede una lunga e prestigiosa tradizione dedicata alle storie per i più piccoli. Tradizione alla quale questo “piccolo” – proprio perché dedicato ai bambini – libro appartiene giustamente.

Nell’isola Blu da sempre vivono donne, uomini, fate e maghi in totale armonia. La cioccolata calda è la cosa che risolve ogni problema quotidiano e piccolo imprevisto. Ma la serenità dell’isola è in serio pericolo da quando sul trono sale Re Giulio, un tirannico e viziato despota. Ma non basta, le cose peggiorano quando il sovrano si sposa con Carolina, che seduta accanto al Re diventa ancora peggio.

Fate e i maghi dell’isola, allora, non possono far a meno di prendere in mano la situazione e intervenire facendo…

Scritta da Laura Ester Ruffino e illustrata splendidamente da Federica Lauria, questa breve storia ci lascia col cuore più leggero e gli occhi pieni di colori.

L’isola Blu, Re Giulio

“Il gioco dell’angelo” di Carlos Ruiz Zafòn

(Mondadori, 2008)

Carlos Ruiz Zafòn è famoso per essere uno dei più brillanti scrittori gotici contemporanei. Usando come sfondo la sua Barcellona, Zafòn ha creato una serie di romanzi che ruotano intorno al Cimitero dei Libri Dimenticati.

Questo è il secondo della serie (dopo “L’ombra del vento” del 2001), e trova la sua ambientazione nei primi decenni del Novecento.

La vita di David Martìn non è stata facile. La madre lo ha abbandonato da piccolo con un padre alcolista e violento, segnato per sempre dalla guerra nelle Filippine. Per sbarcare il lunario, il signor Martìn ha finito per fare il guardiano notturno nella redazione di un piccolo giornale locale. Una sera, mentre è col figlio ancora in tenera età, viene freddato da due killer misteriosi. Solo al mondo, David viene preso sotto l’ala protettiva di Don Pedro Vidal, rampollo di una delle più ricche e influenti famiglie di Barcellona, che lo fa assumere come apprendista nella redazione del piccolo giornale.

Proprio a stretto contatto col mondo del giornalismo David inizia a coltivare il suo rapporto con la scrittura. Da prima con piccoli pezzi poi, col passare del tempo, con veri e proprio racconti che vengono pubblicati sul giornale. Ma la sua bravura attira le attenzioni di personaggi particolari e spesso inquietanti…

Romanzaccio gotico e crepuscolare, centrato sul rapporto di uno scrittore con la sua arte e con tutto quello che questa comporta: con ciò a cui è disposto a rinunciare e, soprattutto, con ciò che invece vorrebbe ottenere a tutti i costi.

Se è vero che ognuno di noi ha il suo prezzo, a quanto ammonta quello di un giovane scrittore? …Ai lettori di Zafòn l’ardua sentenza.   

Il gioco dell’angelo

“Ristorante Nostalgia” di Anne Tyler

(Guanda, 2012)

Amo molto le opere di Anne Tyler, vincitrice del Premio Pulitzer nel 1989 per “Lezioni di respiro”, e più volte finalista, come con questo “Ristorante Nostalgia” pubblicato per la prima volta nel 1982.

Fra la numerose doti narrative della Tyler c’è quella di saper entrare splendidamente nelle vite quotidiane dei suoi personaggi – come nel bellissimo “Le storie degli altri” (1998) – vite fatte di grigia e malinconica quotidianità, di paure e viltà, dove i grandi dolori e i grandi traumi troppo spesso non sono urlati, ma vissuti silenziosamente.

Perla Tull ha cresciuto da sola i suoi tre figli Cody, Ezra e Jenny. Quando ormai era considerata una zitella a titolo definitivo, Perla ha incontrato Beck, un promettente agente di commercio che in poco tempo l’ha porta all’altare. Se Beck, per lavoro, torna solitamente solo per il weekend, Perla non sembra avere problemi nel crescere i tre bambini senza un vero aiuto. Poi, improvvisamente, l’uomo sparisce e lei è costretta a fare davvero tutta da sola. A pagare le conseguenze più dure sono, ovviamente, i tre figli che rimangono segnati dalle debolezze della donna. Così i tre, col passare degli anni e dei decenni, costruiranno – volenti o nolenti – le proprie esistenze sul loro rapporto conflittuale con la madre…

Splendido affresco di una famiglia “normale” che attraversa i primi trequarti del Novecento. Con un pennello sottile, raffinato e spesso impietoso, Anne Tyler ci dipinge il ritratto di una famiglia che potrebbe essere la nostra, dove nessuno dei sui membri riesce mai a considerarsi “normale”.

Da leggere.

Ristorante Nostalgia

“Ogni volta che mi baci muore un nazista” di Guido Catalano

(Rizzoli, 2017)

Ci sono poesie e poesie, e ci sono ironie e ironie.

Nel nostro Paese, nonostante tutto, ci sono fortunatamente ancora molti poeti.

Molti, giusto o sbagliato che sia, si prendono davvero sul serio. Guido Catalano, invece, si prende seriamente sull’ironico.

Non che le sue non siano poesie, assolutamente, ma ognuna possiede un’ironia, spesso pungente, che sprizza da tutti i pori.

E se il tema principale, l’argomento dal quale partire, è l’amore Catalano non si ferma lì. Grazie ai suoi numerosi amori vissuti, perduti e molto spesso forse solo sognati, ci parla di come siamo fatti noi italiani. Che poi è uno dei principali scopi che dovrebbe avere un’arte come la poesia.

Ogni volta che mi baci muore un nazista

“Un’avventura in Siberia” di Emilio Salgari

(Voland, 2014)

Troppo spesso il grande Emilio Salgari è dimenticato. Lui che è stato autore di circa ottanta romanzi e centocinquanta racconti, già nell’ultimo periodo della sua vita venne stroncato dalla critica “da salotto”, tanto da morire in miseria, facendo arricchire invece oltremodo i suoi editori. Ma, alla faccia della critica “da salotto”, le opere di Salgari vengono regolarmente ristampate e pubblicate da oltre un secolo.

Come questa raccolta di racconti e articoli “Un’avventura in Siberia” dedicata al freddo polare della regione fra le più inospitali del pianeta. Grazie ai racconti di cacciatori leggendari viviamo straordinarie avventure. Assistiamo alla caccia spietata e fin troppo facile dei trichechi, o quella più “alla pari” degli orsi polari, nelle cui descrizioni Salgari non nasconde la disparità fra gli animali, che difendono solo la loro esistenza, e l’uomo, impietoso e sanguinario assassino per il solo scopo di lucro.

L’estate si avvicina e se avete voglia di sentire un brivido di freddo vivendo un’avventura al limite della sopravvivenza, raccontata da uno dei più grandi narratori che il nostro Paese abbia mai avuto, questo è il libro per voi.

Un’avventura in Siberia

“Un’antologja” della Loggia dei Poeti Dadaisti Sintetici

(Ensemble, 2017)

Chi sono i “pazzi” visionari che hanno assemblato queste poesie dadaiste sintetiche raccogliendone in un’Antologja? …Così si presentano nella prefazione:  “La Loggia dei Poeti Dadaisti Sintetici è nata con l’intento di costruire collage di derivazione dadaista capaci di unire la leggerezza della musica pop e nazionalpopolare con la complessità e la profondità di alcuni componimenti classici, la grinta del rock con l’elegante endecasillabo, la delicatezza d’autore con lo slogan pubblicitario.”

I Dadapoeti sono molti, così come le loro opere fra le quali, se proprio me lo chiedete, io preferisco: “Cerco il filo di un richiamo”, “Non amarmi perché vivo all’ombra”, “S’i’ fosse foco” e “Uno non tradirla mai, ha fede in te”.

E per dare un’idea, a chi non li conoscesse affatto, eccone una fra le più sintetiche:

Si sta come d’estate

in Sudafrica

gli Azzurri”.

(G. Ungaretti/”La Gazzetta dello Sport”)

Per veri intenditori. “Pazzi”.

“E Johnny prese il fucile” di Dalton Trumbo

(Bompiani, 2016)

Cominciamo dalla fine: dopo aver letto l’ultima pagina di questo straodinario romanzo, ho avuto difficoltà nell’iniziarne un altro. Perché questo libro, pubblicato per la prima volta nel 1938, colpisce dritto al mento, facendo cedere la mascella e diventare le gambe molli. Si tratta di uno dei più grandi romanzi contro la guerra mai scritti, e incredibilmente è anche l’unico firmato da Trumbo, che ha dedicato il resto della sua splendida penna al cinema. E il film che poi egli stesso ha girato (prima sognando di farlo dirigere a Luis Buñuel), l’unico che abbia mai diretto, era uno dei film preferiti dal grande Francois Truffaut.

Il vent’enne Joe Bonham ripensa alla sua breve vita. Ricorda la sua infanzia, la sua famiglia e la sua adolescenza non ancora finita. E poi si ricorda: si ricorda che il suo Paese è entrato in guerra e lui è stato reclutato. Dopo un breve addestramento è stato portato insieme ai suoi commilitoni in Europa dove “si combatte per la democrazia”. E lì, nel 1918 quando il conflittto sembrava al termine, è stato ferito. Una granata lo ha preso in pieno. E allora Johnny si chiede se è ancora vivo, perché nessuno è mai sopravvissuto… nel limbo senza fondo in cui si è ritrovato capisce l’atroce verità: l’esplosione gli ha portato via gli occhi, il naso, le orecchie, la bocca, le gambe e le braccia. E capisce anche di essere il frutto di un accanimento terapeutico che lo rende “un pezzo di carne in vita”. Potendo solo muovere la testa, Johnny passa il tempo a cercare di capire chi lo sta facendo sopravvivere e perché…

Ispirato alle esperienze di inviato di Trumbo, ma soprattutto dal suo profondo antimilitarismo, “E Johnny prese il fucile” è uno dei romanzi simbolo del Novecento breve e sanguinario (e non è che il 2000 sia iniziato meglio…) e venne pubblicato per la prima volta poche ore dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Le prefazione che l’autore scrisse nella riedizione del romanzo dei primi anni Settanta ci aggiorna tragicamente dei numeri relativi ai giovani deceduti o gravemente menomati sia nel secondo conflitto mondiale che in quello, allora contemporaneo, del Vietnam.

Oltre che nelle scuole, questo libro dovrebbe essere letto da chi pensa che la forza sia sempre la soluzione migliore.

Per la chicca: per realizzare il loro inquietante video “One”, i Metallica hanno usato vari spezzoni originali del film tratto da questo libro.

E Johnny prese il fucile

“Un’altra sconfitta, Ferrari” di Mino Milani

(Effigie, 2007)

Su Guglielmo, detto Mino, Milani (classe 1928) ci sarebbe molto da dire e da raccontare. Autore di spicco del Corriere dei Piccoli, fumettista, giornalista e scrittore di romanzi storici e fantasy. Ma ora parliamo del suo “Un’altra sconfitta, Ferrari” che ci porta nella Pavia – città natale dell’autore – di metà Ottocento, raccontandoci una nuova indagine del commissario Ferrari.

1847, nella statica Pavia asburgica tutto sembra procedere come sempre anche se la città è in fermento per la prossima consacrazione di sette nuovi sacerdoti, evento che avverrà durante una grandiosa cerimonia nella chiesa del Carmine, alla presenza di ben quattro vescovi. I preparativi occupano quasi tutti i cittadini, compreso il commissario dell’Imperiale e Reale Delegazione di Polizia Melchiorre Ferrari, che segue il tutto con molto disincanto.

Ma le cose cambiano quando è chiamato a risolvere un efferato delitto. Il possidente Cattaneo, apparentemente uomo senza vizi, è stato trovato nel suo appartamento col collo spezzato. Proprio nell’abitazione del morto è stato fermato il presunto assassino: un uomo – che certo non è della zona – dalla statura molto piccola ma con dei muscoli agili e forti, che però si rifiuta di parlare. La situazione precipita quando il sospetto riesce ad evadere e poche ore dopo viene ritrovato in un confessionale della chiesa del Carmine il corpo di un sacerdote, anche lui col collo spezzato…

Un piccolo gioiellino giallo, che ricorda al meglio la nostra grande tradizione noir che parte da Giorgio Scerbanenco e arriva fino ad Andrea Camilleri. Per amanti del genere, e non solo.

Un’altra sconfitta, Ferrari

“Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve” di Jonas Jonasson

(Bompiani, 2012)

L’editoria scandinava è famosa in tutto il mondo per i suoi gialli e i suoi noir, la trilogia di Millennium di Stieg Larsson su tutti. Ma questo libro scritto da Jonas Jonasson nel 2009, tutto incentrato sulla satira e l’ironia, è l’eccezione che conferma la regola.

Il giorno del suo centesimo compleanno, poco prima che venga festeggiato nella casa di riposo in cui vive, Allan Karlson scappa scavalcando – in ciabatte e con molta attenzione – la finestra della sua camera al piano terra e scompare. In maniera del tutto casuale Allan si ritroverà fra le mani una valigia piena di soldi dando il via ad una serie di eventi che lo porteranno ad essere il più ricercato del Paese.

Ma per Allan non è certo la prima avventura del genere, classe 1905, fin da giovane è stato appassionato di esplosivi, cosa che lo ha portato in giro per il mondo, facendogli conoscere i protagonisti più importanti del Secolo Breve, come per esempio Mao Tse-Tung, Stalin, Franco, Truman, Churchill, De Gaulle e altri ancora…

Divertente e ironico viaggio nel Novecento, nonché satirica riflessione sulla vita e, soprattutto, sulla vecchiaia. Nel 2013 viene realizzato un adattamento cinematografico diretto da Felix Herngren.

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

“Parigi XXI” di Iacopo Melio

(Miraggi Edizioni, 2016)

Ci sono molti modi per raccontare una storia d’amore.

Ci sono molti modi di parlare di un amore finito, e del dolore incontenibile che questo provoca. Ma molti di questi modi rischiano di essere banali o già letti e visti. Ma questo libro di Iacopo Melio no, ci racconta l’amore e le sue pieghe più dolorose in maniera sincera, profonda e originale.

Giacomo decide di mettere sulla carta l’enorne buco nel cuore che le ha lasciato Francesca andandosene. Viviamo così le poesie che lui scrive ripensando al rapporto totoale che li accumunava. Fino all’ultima, dal titolo “Parigi XXI”…

La nostra cultura, e quindi la nostra editoria, è davvero povera di giovani e veri autori, ma Iacopo, fortunatamente, ci dimostra che nulla è perduto che – come in amore – possiamo ancora sperare.

Parigi XXI