“Toy Story 4” di Josh Cooley

(USA, 2019)

Ci risiamo, ecco la quarta grande avventura di Woody e Buzz – soprattutto di Woody in realtà – i due grandi protagonisti e apripista dell’animazione digitale, apparsi per la prima volta sul grande schermo quasi venticinque anni fa.

Woody deve fare i conti con l’età, ovviamente non con la sua ma con quella di Bonnie, la bambina a cui appartiene. E soprattutto col fatto che la piccola preferisce altri giocattoli a lui. Il rischio quindi è quello di diventare un giocattolo dimenticato e poi inesorabilmente perso.

Ma, ce lo ricordano bene i tutti i giocattoli che appaiono nel film – con omaggi e citazioni alla storia stessa della Pixar – c’è anche un’altra via…

Ennesimo grande lungometraggio firmato dalla casa di produzione fondata da John Lasseter, che con coraggio chiama in causa i due personaggi principi della sua storia, senza sbagliare il colpo.

Tutti cresciamo, volenti o nolenti. Crescere però non vuol dire per forza invecchiare, ma probabilmente solo cambiare punto di vista. E così Woody ci racconta una nuova svolta nella sua storia che ricorda tanto quella di un genitore con i suoi figli.

Ma d’altronde, per i bambini i genitori all’inizio non sono solo dei grandi, morbidi e coccoloni giocattoli?

Da vedere. 

Per la chicca: è doveroso ricordare Fabrizio Frizzi che a partire dal 1995 ha donato con divertimento e ironia la voce a Woody nelle nostre versioni della saga. La Disney per questo nuovo film ha deciso di sostituirlo con Angelo Maggi, storico doppiatore di Tom Hanks, che è la voce originale di Woody. E’ giusto, per questo, sottolineare anche la grande bravura di Maggi.

“Inside Out” di Pete Docter e Ronaldo Del Carmen

Inide Out Loc

(USA, 2015)

La Pixar realizza un altro capolavoro.

Peter Docter e Ronaldo Del Carmen firmano un grande film che, come altri capolavori della casa cinematografica creata da John Lasseter, oltre a stupirci dal punto di vista visivo, ci incanta con la sua storia.

La fine dell’infanzia e l’inizio della pubertà sono indiscutibilmente un momento difficile, se poi ci mettiamo pure che i genitori dell’undicenne Riley decidono di trasferirsi dal Minnesota in California, sradicandola dalle sue amicizie, la cosa diventa ancora più complicata.

Ma le emozioni che gestiscono l’animo di Riley faranno di tutto per aiutarla. E non aggiungo altro, perché questo straordinario film deve essere visto e basta.

Fra i migliori film d’animazioni di tutti i tempi “Inside Out” ci regala fantastiche, incredibile e impensabili …EMOZIONI!

“Il risveglio della magia” di Don Hahn

Il risveglio della magia Loc

(USA, 2009)

Agli inizi degli anni Ottanta il cinema di animazione sembrava essere arrivato al capolinea.

I grandi effetti speciali misti a sequenze spettacolari di film come “Guerre stellari” o “Indiana Jones” sembravano aver definitivamente sostituito la magia dei tradizionali cartoni animati.

La stessa Walt Disney Company otteneva la maggior parte dei ricavi da altri campi come i parchi a tema o le serie tv, e al botteghino i classici cartoni non riscuotevano più il successo dei decenni precedenti.

Ma le cose cambiarono quando a capo della Disney vennero messi due uomini provenienti dalle grandi case di produzione di Hollywood: Frank Welles e Michael Eisner.

Oltre a triplicare gli introiti della company i due, in qualità rispettivamente di Presidente e Amministratore Delegato, ridiedero energia e linfa al reparto animazione che nel decennio 1984-1994 realizzò capolavori campioni d’incassi come “La sirenetta”, “Aladdin”, “La bella e la bestia” e “Il Re Leone”.

E sbriciando dietro le quinte di questi bei film incontriamo grandi artisti come Howard Ashman, autore geniale delle musiche dei primi tre, stroncato dall’AIDS a soli quarant’anni nel 1991 prima di poter vedere “La bella e la bestia” nell’edizione finale.

Insomma, un documentario bellissimo che ci racconta la rinascita dell’animazione fino al 1995, anno in cui l’animazione al cinema cambia nuovamente con “Toy Story” e l’avvento della grafica digitalizzata.

E per la chicca ci si può godere, nelle immagini di repertorio, un giovanissimo Tim Burton disegnatore della Disney, e un John Lasseter, futuro fondatore della Pixar, maldestro operatore amatoriale.

“Ralph Spaccatutto” di Rich Moore

Ralph Spaccatutta Cop

(USA, 2012)

Parlo di questa deliziosa pellicola d’animazione per due motivi: il primo è che si vede nello stile e nella sceneggiatura lo zampino di John Lasseter (uno dei fondatori della Pixar, che convinse Steve Jobs ad investire nel cinema di animazione digitale quando ancora nessuno ci credeva) in qualità di produttore esecutivo e già regista di Toy Story e Toy Story 2, oltre che di numerosi corti sempre Pixar.

Il secondo motivo è che “Ralph Spaccatutto”,  ambientato nel mondo dei videogiochi, oltre ad avere una storia divertente e appassionante è un omaggio a tutti quei vecchi videogiochi anni Ottanta che hanno segnato la mia adolescenza, a partire da “Donkey Kong”, passando per “Pac Man” o “Bubble Bubble”. Da godere fino all’ultimo, titoli di coda compresi.

A chi arriccia il naso ricordo semplicemnte che lo scorso anno il MoMa (Museum of Modern Art) di New York ha acquistato 14 videogiochi che hanno iniziato a far parte della collezione permanente di Architettura e Design. Tra questi “Donkey King”, “Snake”, “Super Mario Bros” e “Pac Man”, tanto per la cronaca…