“La grande corsa” di Blake Edwards

(USA, 1965)

Il maestro della commedia americana Blake Edwards dirige la coppia dell’immortale “A qualcuno piace caldo” in un’altra pellicola in costume.

Stati Uniti 1908: uno dei più grandi intrattenitori nazionali è il Grande Leslie (Tony Curtis) che con le sue acrobazie incanta centinaia di persone sfidando la morte, sempre in un impeccabile abito bianco. Suo acerrimo nemico è il Professor Fato (un esilarante Jack Lemmon), vestito immancabilmente di nero che, con il suo assistente Carmelo (un altrettanto spassoso Peter Falk, che in originale si chiama Maximilian) tenta vanamente di boicottare le sue imprese.

Il Grande Leslie, che ama la velocità e le automobili, propone ai più grandi costruttori di macchine americani di indire una corsa intercontinentale che partirà da New York per raggiungere Parigi. E per tale gara costruirgli un’automobile fatta a posta per lui. L’evento ha subito un’eco straordinaria e alla competizione si iscrive, ovviamente, anche il professor Fato. Fra i concorrenti c’è anche la giornalista suffragetta Maggie Dubois (Natalie Wood) personaggio ispirato alla vera Nellie Bly. Ma…

Esilarante commedia road movie con le classiche scene e gag di massa che si incastrano alla perfezione, scene di cui il regista era un maestro assoluto. Scritta dallo stesso Edwards assieme ad Arthur A. Ross, “La grande corsa” si ispira ad una vera gara partita da New York e finita a Parigi, svoltasi nel 1908, ma per il resto è tutto frutto della fantasia dei suoi autori che omaggiano in ogni scena il grande cinema comico muto, fatto di geniali trovate fisiche e visive. Non è un caso, quindi, la dedica che Edwards scrive prima dei titoli di testa “ai Signori Stan Laurel & Oliver Hardy”.

A parte, ovviamente, il divertente richiamo al film “Il prigioniero di Zenda” del 1952 (tratto dal romanzo di Anthony Hope) grazie al quale Lemmon interpreta straordinariamente il doppio personaggio del Professor Fato e dell’eccentrico Principe Frederick Hoepnick.

Per la chicca: visto il successo al botteghino, nel 1968 la Hanna-Barbera produsse una serie animata per la tv ispirata – non ufficialmente – al film. Si tratta di “Le Corse Pazze”, che in originale è “Wacky Race”, con il memorabile e perfido Dick Dastardly e il suo assistente Muttley che molto devono al Professor Fato e Carmelo.

Il dvd riporta la versione originale restaurata, con lo straordinario doppiaggio fatto da Giuseppe Rinaldi che dona la voce a Lemmon, Pino Locchi a Curtis e Valeria Valeri alla Wood. Inoltre, negli extra, è presente un “Making Of” con le immagini originali del set, degli esterni e dei magnifici interni girati nella Regia di Vienna in cui Lemmon impersona il Principe.

“Hollywood Party” di Blake Edwards

Hollywood Part Loc

(USA, 1968)

Che Blake Edwards sia stato uno dei maestri indiscussi della più esilarante commedia americana è un dato di fatto.

Che fosse un mago, poi, a costruire nei suoi film scene di feste caotiche, surreali e irresistibili non lo si scopre oggi, quella di “Colazione da Tiffany” fa ancora storia.

E se Edwards decide di fare un intero film su una festa il cui protagonista è quel genio istrionico di Peter Sellers – che per l’occasione creerà un personaggio nuovo e strepitoso come fu per Clouseau – il risultato rimarrà negli annali del cinema e del costume planetario.

Hrundi Bakshi, l’indiano ottimista gentile e catastrofico, è ancora oggi un’icona comica potente ed efficace, basta pensare al Raj di “The Big Bang Theory” o anche a Mr. Bean, suo figlio diretto anche se non indiano.

Anche se lo conosci a memoria non riesci a non ridere rivedendolo la centesima volta, a partire dalla prima scena in cui suona la tromba… scommetto che anche adesso hai sorriso ripensandoci!