“I Promessi Sposi” di Massimo Lopez, Anna Marchesini e Tullio Solenghi

I Promessi Sposi Trio Loc

Nel gennaio del 1990, quando tutto il Paese ormai si preparava a quello che molti consideravano l’apice della nostra italianità, la cosa che ci avrebbe finalmente concesso un posto sul podio planetario fra le primissime nazioni civili e organizzate, l’evento che avrebbe riscattato i lati beceri e pecorecci del – così troppo! – bistrattato vecchio Stivale: i Mondiali di Calcio Italia90, la Rai trasmise la parodia, fatta dal magico Trio, dello sceneggiato polpettone, insulso e celofanato “I Promessi Sposi” diretto da Salvatore Nocita, frutto di una cooproduzione internazionale – che anche lei avrebbe dovuto riqualificarci davanti al mondo – andato in onda qualche mese prima.

Ma all’alba dell’ultimo decennio del Secolo Breve, la Rai non era più quella dei grandi sceneggiati avendo a che fare, ormai da qualche anno, con un concorrente agile, volitivo e ricco come la Fininvest.

I tempi e la qualità della Rai non potevano competere con la tv “fast food” del Biscione. E così lo sceneggiato di Nocita venne fuori come una brodaglia sterile e priva di cuore, che niente aveva a che fare con quello diretto da Sandro Bolchi qualche decennio prima.

Basta pensare che per la versione “internazionale” dello sceneggiato diretto da Nocita, quella venduta ad altri Paesi, venne tagliata la parte con il futuro premio Nobel Dario Fo che impersonava Azzeccagarbugli, sostituendolo poi con un altro attore. Che menti…

Ma torniamo alla sua pardia, vero gioiello televisivo di quegli anni. Già a partire dai titoli di testa con lo strepitoso “Da un’idea di Alessandro Manzoni”, per passare alla prima apparizione di Lucia-Marchesini col suo “Chedé?”, a Bella Fighiera e a mille altre trovate geniali, fino alla sigla finale in cui uno splendido Lopez-Manzoni canta “Lucy” suonando un pianoforte a coda sulle onde del mare al tramonto, si capisce la portata della serie.

E, come accadeva col Trio e soprattuto con l’indimenticabile – e insostituibile – Anna Marchesini, ci si sbellicava dalle risate castingando i vizi e le miserie del nostro Paese; esattamente quello che accadeva al cinema, qualche decennio prima, con la grande commedia all’italiana.

E questo è ancora più evidente rivedendolo oggi, a quasi trent’anni di distanza. Trent’anni in cui il nostro Paese è tanto e tanto poco cambiato. Sarà un caso, quindi, che della sua recente messa in onda pomeridiana, avvenuta poco dopo la scomparsa della Marchesini, la Rai abbia mantenuto il più stretto riserbo…

Ma, fortunatamente, l’opera del Trio è raggiungibile usando anche altri mezzi.

I Promessi Sposi del Trio

“Boxtrolls – Le scatole magiche” di Graham Annable e Anthony Stacchi

Boxtrolls

(USA, 2014)

Tratta dal romanzo di Alan Snow “Arrivano i mostri!”, questa pellicola, interamente girata con la tecnica raffinata e certosina dello slowmotion, è davvero una delle più belle e delicate degli ultimi tempi.

Ci sono molti modi per parlare ai più piccoli di pregiudizi e preconcetti, di apparenze e falsi perbenismi, ma difficilmente lo si riesce a fare come in questo film.

Per questo lo reputo adatto anche per tutti quegli adulti che continuano ad aggrapparsi a gretti fanatismi e all’obsoleta, quanto ottusa, paura del diverso; anche se certamente questi ameni adulti non hanno ormai più un briciolo della fantasia e della sensibilità dei bambini …poveretti.

Se nella versione originale Ben Kingsley è stato osannato per la sua bravura nel donare la voce all’infido Archibald Snatcher, nella nostra edizione merita un altrettanto grande plauso Massimo Lopez.