“Il telefono del signor Harrigan” di Stephen King

(Sperling & Kupfer, 2020)

Craig oggi è un uomo, ma ci racconta l’incontro che gli ha cambiato la vita quando a nove anni viveva in una cittadina della provincia americana, come ce ne sono molte. Il nuovo millennio era iniziato da poco quando il ricco e solitario padrone della grande casa in cima alla via nella quale abitava assieme al padre, gli chiese di leggere per lui dietro un piccolo compenso.

Il signor Harrigan, questo era il suo nome, alla soglia dei settant’anni soffriva di una grave forma di artrosi e così provava dolore nel tenere in mano anche solo un libro. Nell’austera dimora, Harrigan non aveva il televisore, ma solo una vecchia radio per ascoltare la sua amata musica country. Ma ogni giorno leggeva puntualmente tutti i giornali economici del Paese che gli venivano recapitati per posta, perché Harrigan era stato uno dei più scaltri e spietati affaristi di Wall Street.

Quando a Craig, per i suoi 11 anni, il padre gli regalò un tanto atteso Iphone, il primo della lunga serie della casa di Cupertino, il ragazzino non vide l’ora di mostrarlo fiero ad Harrigan che però ne rimase perplesso. Nonostante ciò, quando Craig vinse un piccola somma con il gratta e vinci che regolarmente gli regalava Harrigan, decise di regalare un Iphone proprio al suo datore di lavoro.

L’anziano osservò perplesso quello strano telefono e quando capì che ci avrebbe potuto consultare i valori della Borsa in tempo reale, così come tutte el notizie del pianeta, la sua espressione divenne seria e indecifrabile. Confidò a Craig che quel piccolo elettrodomestico, come lo chiamava lui, aveva un potere enorme che sarebbe potuto anche sconfinare, se usato con dolo, nella manipolazione e nella coercizione due cose che, suo malgrado, l’anziano conosceva bene.

Quando Harrigan, poco dopo, morì per un infarto, Craig scoprì con grande sorpresa che l’anziano gli aveva lasciato un generoso fondo finanziario per completare i suoi studi senza problemi. Durante il funerale Craig comprese di dover affrontare una grave perdita, in parte simile a quella di sua madre avvenuta molti anni prima. Forse per questo, in un gesto irrazionale, sistemò nella tasca della giacca della salma del signor Harrigan il cellulare che gli aveva regalato, acceso.

Qualche tempo dopo, a scuola, Craig venne pesantemente e ripetutamente bullizzato da un ragazzo più grande e, tornato a casa, per sfogarsi telefonò al signor Harrigan lascindogli un messaggio. Incredibilmente il telefono era ancora carico e perfettamente funzionante, nonostante fosse seppellito insieme al suo padrone da molto tempo.

La mattina dopo Craig scoprì che il bullo era morto in maniera misteriosa e assai violenta…

Ottimo e duro racconto nel quale il Re ci parla schiettamente degli immensi pericoli della comunicazione totale e planetaria che i cellulari consentono, a discapito della nostra privacy, della nostra emotività e, soprattutto, della nostra intelligenza.

“Il telefono del signor Harrigan” è il primo dei quattro racconti della raccolta “Se scorre il sangue” – gli altri sono “La vita di Chuck“, “Se scorre il sangue” e “Ratto” – pubblicata dal Re nel 2020. Nel 2022 John Lee Hancock dirige “Mr. Harrigan’s Phone”, l’ottimo adattamento cinematografico con Donald Sutherland nei panni dell’inquietante signor Harrigan.

2 pensieri su ““Il telefono del signor Harrigan” di Stephen King

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