“Film” di Alan Schneider e Samuel Beckett

(USA, 1964)

Scritto da Samuel Beckett e diretto da Alan Schneider (regista teatrale di fama mondiale, fra i più capaci di portare sul palco le opere dei grandi autori contemporanei così come quelle dello stesso Beckett), questo cortometraggio ha come protagonista Buster Keaton.

Il premio Nobel per la Letteratura scrive questa sceneggiatura apparentemente assai  semplice ma che in realtà ci mostra tutto il conflitto interiore, e soprattutto spirituale, che Beckett ha raccontato come pochi altri.

O (interpretato da un Buster Keaton eccezionale) cerca in tutti i modi di sfuggire allo sguardo di chiunque posso vederlo. Non importa se sia un essere umano o un pacifico animale, O non vuole essere percepito in alcun modo. Ma è possibile farlo? Davvero possiamo riuscire a sfuggire lo sguardo profondo degli altri…

22 minuti di profonde emozioni, che solo due grandi artisti come Beckett e Keaton possono dare. Emozioni forti e violente, così come il vero cinema e il vero teatro devono donare.

Per quanto riguarda Buster Keaton, questo cortometraggio è l’ennesima prova della sua grande e immortale arte, e di come un grande attore comico possa diventare un grande attore drammatico, mentre sembra molto più raro il contrario.

Purtroppo è molto difficile da trovare.

“Come vinsi la guerra” di Buster Keaton

(USA, 1926)

Questa è una delle pietre miliari del cinema muto, e non solo. Considerato da molti il capolavoro del grande Buster Keaton, “Come vinsi la guerra” (“The General” in originale) girato nel 1926, è ancora oggi pieno di trovate fantastiche e spettacolari.

Qui Keaton – e soprattutto la sua espressione glaciale e distaccata – trova il suo apice. Con inquadrature e sequenze mozziafiato sull’orlo di una locomotiva lanciata a folle corse sui binari (senza controfigure o modellini) Keaton ci spiega – come se fosse la cosa più semplice del mondo – come far ridere facendo acrobazie mortali.

La sceneggiatura del film, scritta dallo stesso Keaton assieme a Clyde Bruckman, Al Boasberg e Charles Smith, si ispira al libro “The Great Locomotive Chase” di William Pittenger, (1840-1904) reduce della guerra di secessione americana, che racconta la storia vera del raid su rotaia a cui partecipò sotto la bandiera dell’esercito confederato.

Johnnie Gray (Keaton) è un giovane ferroviere che ama due cose nella vita: “The General” la locomotiva che pilota e Annabelle Lee (Marion Mack). Allo scoppio della guerra civile il fratello e il padre di Annabelle si arruolano nell’esercito confederato, e Johnnie vorrebbe imitarli, ma il suo lavoro è troppo utile agli Stati del Sud e viene scartato. La cosa suscita grande tristezza e biasimo in Annabelle tanto che non vuole più rivederlo.

La guerra ormai è nel pieno e un manipolo di spie nordiste si infiltra nella cittadina in cui vive Johhnie. Con uno stratagemma i manigoldi riescono a rubare il treno trainato da “The General” nel quale viaggia anche Annabelle. Per Johnnie il doppio affronto è intollerabile e da solo parte all’inseguimento dei suoi due amori rapiti…

La grandezza e la modernità di Buster Keaton, se ce ne fosse bisongo, ce la sottolineano le numerose gag da lui create per questo film e ancora oggi abbondantemente scopiazzate.

Per la chicca: l’edizione italiana che si trova in commercio ha la colonna sonora curata da Stefano Bollani.

Come vinsi la guerra