“Stai con me oggi?” di Billy Crystal

(USA, 2021)

Charlie Burnz (un bravo, come sempre, Billy Crystal) è uno scrittore e un commediografo di successo. Le sue commedie sono ancora in cartellone a Broadway. Nonostante abbia raggiunto la terza età, è ancora fra gli autori di una dei programmi televisivi comici più di successo realizzati a New York (che assomiglia tanto al mitico “Saturday Night Live”).

Ma Charlie vive solo nel suo grande e lussuoso appartamento di Manhattan, e anche il rapporto con i suoi due figli, Rex (Penn Badgley) e Francine (Laura Benanti) è molto complicato e formale.

Partecipando a un’asta di beneficenza, Charlie accetta di essere il premio: pranzerà con chi farà l’offerta più alta. Poco dopo al ristorante si ritrova al tavolo insieme alla giovane Emma Payge (Tiffany Haddish) che ignora chi sia il suo ospite, visto che ha rubato il pranzo vinto all’asta al suo ex ragazzo – che di mestiere fa l’attore – quando ha scoperto che la tradiva.

I due sembrano irrimediabilmente distanti, ma quando Emma è vittima di una reazione allergica Charlie la porta in ospedale pagando il conto visto che lei è priva di assicurazione. Qualche giorno dopo la ragazza passa da Charlie per portagli una parte dei soldi anticipati all’ospedale e fra i due esplode un’amicizia, soprattutto perché la donna intuisce che Burnz è dilaniato da un segreto e decide di scoprirlo.

Charlie Burnz, infatti, è afflitto da una malattia neurodegenerativa i cui effetti sono un’infame e inesorabile demenza senile. Se ne è accorto quando una volta si è ritrovato a parlare seduto a un tavolo con uno sconosciuto. Solo dopo parecchi minuti si è ricordato che si trattava di suo figlio Rex. Ciò che lo devasta, oltre a sapere che a breve lentamente dimenticherà tutto e tutti, è perdere i ricordi di Carrie, la sua adorata moglie. Appena tornato a casa, avendo avuto la diagnosi, Charlie si è messo a scrivere un libro a lei dedicato. Libro però che non riesce a portare avanti, ma Emma…

Struggente pellicola dedicata a uno dei tipi di malattie più terribili e infami che affliggono l’umanità che, forse più di altre implacabili patologie, tende a togliere la dignità a una persona. Scritta dallo stesso Crystal assieme ad Alan Zweibel – autore del racconto “The Prize” a cui è ispirata e coautore con lo stesso Crystal dello spettacolo “700 Sundays” che ha sbancato a Broadway e vinto anche un Emmy – questa pellicola ci parla con eleganza, dolore e anche ironia di una persona che ha basato tutta la vita sull’agilità e l’arguzia del suo cervello ma che sa che a breve proprio lui (…il secondo organo preferito da Woody Allen…) vigliaccamente lo tradirà. E che trova conforto solo nel poter lasciare ricordi indelebili come quelli raccolti in un libro.

Pe la chicca: a volte viene da pensare che i distributori nostrani neanche vedano i film prima di decidere il loro titolo in italiano. Questo insignificante “Stai con me oggi?” c’entra ben poco con l’originale “Here Today” che è la frase che ripete Charlie quando Emma teme che sia preda della demenza e non ricordi nulla della sua vita e di chi gli sta intorno: “Sono ancora qui, oggi…”.

“Getta la mamma dal treno” di Danny DeVito

Getta la mamma dal treno Locandina

(USA, 1987)

Questa spassosa commedia rappresenta l’esordio alla regia per il grande schermo di Danny DeVito.

Chi lo considera un semplice comico caratterista sbaglia, e anche di grosso. DeVito è uno degli uomini di cinema più importanti degli ultimi 20 anni. La sua carriera inizia come attore, è vero, ma già dagli anni Settanta inizia parallelamente anche la sua esperienza di produttore.

Questo grazie all’amicizia che lo lega al suo coinquilino di quegli anni, un affascinante piacione, che si è messo in testa di fare il produttore cinematografico per seguire le impronte paterne: il giovane Michael Douglas.

Nel 1975 Douglas produce “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, film a cui partecipa come attore DeVito e che trionfa al botteghino e agli Oscar. DeVito continua a fare l’attore e il comico di successo, ma il suo interesse per ciò che c’è dietro della MDP è sempre più importante, e prima di arrivare a dirigere un vero e proprio lungometraggio continua la sua gavetta.

“Getta la mamma dal treno”, infatti, anche a distanza di quasi 30 anni è una commedia molto divertente e ben riuscita, che ammicca al grande Hitchcock e prende in giro il mondo degli scrittori.

Negli anni Novanta poi arriva al definitiva consacrazione anche come produttore: finanzia giovani autori esordienti  – o quasi – dietro la MDP come Ben Stiller in “Giovani, carini e disoccupati”, e soprattutto crede in uno giovane sceneggiatore squinternato ma geniale e gli produce la sua seconda opera che di fatto rivoluzionerà il modo di scrivere cinema: “Pulp fiction”.

Fra le altre pellicole, DeVito produce: “Gattaca – La porta dell’universo”, “Man on the Moon”, “Erin Broncovich – Forte come la verità” e “Diventeranno famosi”, tanto per citarne alcuni.

Insomma, Danny DeVito è un grande uomo di cinema, e in questa sua opera prima già lo si percepisce.

E adesso un piccola chicchetta: lo spassoso protagonista del film è Billy Crystal che in una scena litiga con il suo ex agente interpretato dal regista Rob Reiner. I due, neanche un paio di anni dopo saranno rispettivamente protagonista e regista di un capolavoro record d’incassi: “Harry ti presento Sally”, pura coincidenza?