“Okja” di Bong Joon Ho

(USA/Corea del Sud, 2017)

La multinazionale Mirando ha trovato casualmente, in un paese dell’America Latina, una razza sconosciuta di maiale gigante, i cui cuccioli vengono affidati ad allevatori esperti sparsi per il mondo.

Dieci anni dopo, in una località montana della Corea del Sud, l’adolescente Mija (Ahn Seo-hyun) ha passato gran parte della sua esistenza accanto a Okja, uno dei maiali della Mirando, che ormai è diventata adulta con le dimensioni di un elefante.

Il progetto decennale della Mirando, ideato dal suo AD Lucy Mirando (una bravissima Tilda Swinton) sta arrivando al culime: a New York ci sarà la presentazione del maiale più bello e la giuria presieduta dall’esperto di animali Johnny Wilcox (Jake Gyllenhaal) che molto probabilmente decreterà Okja la migliore. Per Mija il distacco è intollerabile e così decide di seguire la sua migliore amica suina nella città che non dorme mai.

Sulla sua strada incapperà anche in un gruppo volitivo di animalisti in cui capo è Jay (Paul Dano) che aprirà tristemente gli occhi alla piccola Mija sulla vera natura di Okja e sui reali progetti della Mirando…

Sarà casuale, ma la Morando fa tanto rima con la Monsanto, e i recenti scandali esplosi nell’industria del cibo internazionale ci ricordano quanto questo film di fantasia sia molto legato alla realtà.

Con un’ottima regia e prodotto da Brad Pitt, è stato in concorso a Cannes 2017.

“Brothers” di Jim Sheridan

(USA, 2009)

Bisogna ammetterlo, Tobey Maguire non ha una faccia tanto simpatica, ha l’espressione del classico secchione che guarda i prepotenti che a scuola lo mobbizzano pensando: ”Sfigati, ve la farò pagare fra qualche anno quando lavorerete tutti per me”.

Ma anche dopo il successo dei suoi Spider Man, da grande attore, bisogna riconoscergli che sceglie sempre film di alta qualità.

E questo “Brothers” diretto da Jim Sheridan (autore fra gli altri di “Nel nome del padre”, “Il mio piede sinistro” e “The Boxer”) è fra i migliori.

Con un cast davvero di prim’ordine, fra cui brillano Jake Gyllenhaal, Natalie Portman e Sam Shepard, questo film descrive in maniera sottile ma implacabile il ritorno a casa di un marines dalla guerra in Afghanistan, quello che ha subito e quello che deve subire anche e purtroppo tutta la sua famiglia.

Guardandolo non si può fare a meno di pensare a quanto abbia ispirato gli autori della serie “Homeland” (già remake di una serie israeliana).

Comunque sia “Brothers”, che è scritto da David Benioff (fra gli autori de “Il Trono di Spade”) e tratto dall’opera dei danesi Susanne Bier e Anders Thomas Jensen, è davvero uno dei migliori film sul dramma interno agli USA frutto del conflitto in Medio Oriente.