“Minivip & Supervip. Il mistero del Via Vai”

(Bao Publishing, 2018)

Per festeggiare i cinquant’anni dall’uscita nelle sale del mitico lungometraggio animato “VIP: mio fratello superuomo“, Minivip e Supervip sono tornano in una godibilissima avventura a fumetti.

Il nostro pianeta è quasi totalmente vittima dell’inquinamento dovuto all’uso sconsiderato dei combustibili fossili per assecondare gli spostamenti delle persone e delle merci. La situazione sembra senza speranza, anche per i fratelli supereroi Minivip e Supervip, visto poi che quest’ultimo è depresso dopo essere stato lasciato dalla sua storica compagna Lisa che lo considerava un ostacolo alla sua carriera di giornalista d’assalto.

Minivip invece è felice, nonostante la grave situazione del pianeta, perché la sua compagna Nervustrella è incinta. Ma il terribile inquinamento ha reso la Terra anche l’ambiente ideale per ospitare le uova della terribile Fertile Sempiterna, un gigantesco lucertolone che vive sul pianeta Sparky, che invece a causa della sua crescente umidità è diventato inadatto. Così la diabolica Fertile Sempiterna, grazie ai Via Vai – degli strumenti a forma di torcia elettrica in grado di spostare cose e esseri viventi in qualsiasi luogo dell’universo, senza l’ausilio di alcuna energia – decide di portare le sue uova sulla Terra dove, una volta schiuse, prenderanno il controllo totale. Ma sulla sua strada, il diabolico lucertolone, si imbatterà loro malgrado nei fratelli Vip…   

Sfizioso sequel per i due fratelli supereroi nati dalla penna geniale di Bruno Bozzetto. La sceneggiatura di questo volume è stata scritta dallo stesso Bozzetto prendendo spunto dallo script per un film – mai prodotto – che aveva redatto insieme a Nicola Ioppolo. I disegni, davvero belli, sono firmati da Gregory Panaccione.

E’ proprio nei momenti più difficili e complicati che abbiamo bisogno dei supereroi. Minivip & Supervip magari non riusciranno a sconfiggere tutti i mali, ma almeno ci fanno ridere e sorridere, medicina fra le più importanti della storia.   

“West & Soda” di Bruno Bozzetto

(Italia, 1965)

Il genio di Bruno Bozzetto era già luminoso nel 1965, anno in cui uscì questo suo primo lungometraggio che, oltre a rappresentare un pilastro del nostro cinema d’animazione, racconta già di quel fenomeno culturale degli Spaghetti Western che in breve tempo conquisterà il pianeta.

In un piccolo villaggio disperso nel selvaggio West padroneggia il Cattivissimo che, grazie alla sua disonestà, si è impadronito di tutti i terreni e le fattorie della zona. L’unico piccolo fazzoletto di terra che ancora non gli appartiene è la fattoria della bella Clementina. E quando il Cattivissimo decide di passare alle maniere forti, arriva nel piccolo villaggio il bello e bravo Johnny, pistolero superbo…

Vero capolavoro del cinema d’animazione, questo film, scritto da Bozzetto insieme ad Attilio Giovannini, oltre ad essere ancora irresistibile, vanta numerose citazioni e richiami: non si può non pensare, infatti, al “Mezzogiorno e mezzo di fuoco” di Mel Brooks o a “Mucche alla riscossa” prodotto dalla Disney nel 2004.

West & Soda

 

“Sotto il ristorante cinese” di Bruno Bozzetto

Sotto il ristorante cinenese Loc

(Italia, 1986)

Alla sua uscita, purtroppo, questo delizioso film del nostro più famoso e geniale cartoonist Bruno Bozzetto, è stato accolto molto freddamente.

Una favola dolce, surreale e minimalista stonava nella rampante Italia edonista della seconda metà degli anni Ottanta.

Nella Milano “da bere”, la storia del monotono Ivano (Claudio Botosso) che suo malgrado sta per sposare la grande manager Ursula (un’antipaticissima Nancy Brilli) ma che incontra nel posto più improbabile dell’universo Eva (una solare e ingenua Amanda Sandrelli) proprio non ci poteva stare.

E invece oggi, a distanza di trent’anni, la storia recente del nostro Paese ci dice che avremmo fatto tanto meglio ad andare al cinema a vedere questo film, piuttosto che rimanere a casa a guardare la tv…

Una favola da vedere soprattutto a Natale.

“Allegro non troppo” di Bruno Bozzetto

Allegro non troppo

(Italia, 1976)

Qui parliamo di circa 85 minuti splendidi e indimenticabili, nati dalla matita di Bruno Bozzetto e scritti insieme a Guido Manuli e il giovane Maurizio Nichetti.

Uno dei dieci film da portare sull’isola deserta, omaggio dichiarato al genio di Walt Disney e al suo “Fantasia”, “Allegro non troppo” ci disegna alcuni grandi brani di musica classica, su tutti – almeno per me – il Bolero di Ravel.

Oltre al genio artistico di Bozzetto e dei suoi collaboratori, spiccano gli intervalli girati oniricamente in bianco e nero dentro un gran teatro vuoto, con l’orchestra composta da arzille musiciste attempate, un feroce e spietato direttore d’orchestra, uno scalcinato presentatore – impersonato da un bravissimo Maurizio Micheli – e un muto disegnatore – interpretato da Nichetti, personaggio molto simile a quello che impersonerà nel suo esordio alla regia “Ratatataplan” del 1979 – che si innamora della bella ragazza delle pulizie.

Un’opera straordinaria, irriverente e geniale.

Da far vedere a scuola.

“VIP, mio fratello superuomo” di Bruno Bozzetto

VIP Cop

(Italia, 1968)

Da sempre, a difendere il mondo dai cattivi, ci pensa la famiglia dei supereroi VIP: belli, forti e invincibili.

Anche oggi a vegliare sui buoni c’è Supervip, frutto di una selezione genetica che lo ha reso praticamente perfetto. Cosa che non si può dire di suo fratello minore Minivip, esattamente l’opposto: piccolo, miope e debole come un fuscello.

Ma quando la ricca e perfida Happy Betty – capo dell’immensa catena di supermercati HB – attua un piano diabolico per impadronirsi del mondo (attraverso un piccolo razzo che si innesta nel cervello umano rendendo il suo ospite un ebete senza volontà che ama guardare la tv osservando le pubblicità per poi correre ha comprare i prodotti HB) anche Supervip cade nelle sue mani. Solo Minivip, sottovalutato da tutti, può salvare il mondo…

Geniale cartone animato copiato e citato decine di volte (“I gemelli” di Ivan Reitman con Danny DeVito e Arnold Schwarzenegger del 1988 è solo un esempio) firmato da Bruno Bozzetto papà dell’animazione italiana, che anticipa i tempi e soprattutto l’avvento della televisione, soprattutto quella commerciale.

Da rivedere insieme a “West & soda”, “Allegro non troppo” e alle memorabili avventure de “Il signor Rossi”.