“Gli Sporcelli” di Roald Dahl

(Salani, 2008)

Quando, fra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, guardavo tra l’incantato e lo spaventato la serie televisiva britannica “Il brivido dell’imprevisto” – serie paragonabile sotto molti aspetti alla splendida “Ai confini della realtà” di Rod Serling, e purtroppo oggi introvabile in italiano – ignoravo che quell’alto signore, seduto davanti ad un bel caminetto scoppiettante, che presentava ogni volta la puntata era uno dei più geniali scrittori per ragazzi del Novecento.

Infatti Roald Dahl, oltre a scrivere romanzi per i più piccoli, era un amante dei generi thriller e horror, e ideò quella serie che ebbe un enorme successo di pubblico in tutto il mondo.

D’altronde in tutti i suoi libri, anche nei più famosi come “La fabbrica di cioccolato”, “Le streghe” o “Matilde” ci sono sempre atmosfere ed accenti che richiamano ai più classici caratteri dell’horror. Caratteri che ritroviamo anche ne “Gli Sporcelli”.

I coniugi Sporcelli sono le due persone più antipatiche e cattive dell’emisfero boreale, e forse di tutto il nostro pianeta. Non si sopportano più e passano il loro tempo a farsi scherzi atroci e terribili.

Il signor Sporcelli ha poi due grandi passioni: il pasticcio di uccelli e il circo. Per la prima, una volta a settimana, cosparge il grande albero secco che troneggia nel suo giardino della supercolla di sua invenzione. La mattina dopo, fiero e con l’acquolina in bocca, raccoglie i poveri volatili che hanno avuto la malaugurata idea di poggiarvisi sopra (cosa che ricorda le disavventure di “Marcovaldo” del grande Italo Calvino). Per la seconda, invece, Sporcelli possiede una famiglia di scimmie che tiene chiusa in una gabbia, alle quali impone di stare tutto il tempo a testa in giù per poi presentarle come spettacolo centrale del circo che un giorno riuscirà senz’altro – ne è più che convinto – ad aprire.

Ma un bel giorno, nel giardino degli Sporcelli arriva un grande uccello africano…

Delizioso romanzo pubblicato la prima volta nel 1980, fra i miei preferiti in assoluto di Dahl, che ci fa ridere e come sempre riflettere sui nostri vizi e sulle nostre debolezze. Le divertenti illustrazioni del libro sono firmate da Quentin Blake.

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