
(Mondadori, 2022)
Pubblicato per la prima volta nel 2019 dall’autore svedese Fredrik Backman, già noto per il delizioso “L’uomo che metteva in ordine il mondo“, “Gli ansiosi” con la sua prosa unica ci regala una storia che, sebbene parta da premesse drammatiche, si trasforma in una riflessione profonda e commovente sulla fragilità umana.
La trama è tanto semplice quanto geniale: un rapinatore disperato, dopo un tentativo fallito di rapina in banca, si ritrova per caso a prendere in ostaggio un gruppo di persone durante la visita di un appartamento in vendita. Quello che segue è un intreccio di storie e traumi, intimi e personali, che si svelano man mano che la situazione si sviluppa.
Il vero punto di forza del romanzo sono i personaggi. Backman riesce a creare un microcosmo di individualità, ciascuna con le proprie paure, i propri segreti e le proprie ansie. Dalla donna anziana che nasconde un profondo dolore, a quella altera e pungente, dalla giovane coppia in dolce attesa, a quella più matura e scaltra, fino all’agente immobiliare in crisi esistenziale: ogni personaggio è disegnato con una profondità e una cura che li rende autentici e tridimensionali.
Non mancano figure tragicomiche come il poliziotto prossimo alla pensione e suo figlio, anch’egli poliziotto, volitivo ma anche insicuro. Le loro dinamiche familiari aggiungono un ulteriore strato di complessità alla narrazione.
Lo stile di Backman è inconfondibile: alterna momenti di pura comicità a riflessioni profonde sulla natura umana. L’autore utilizza frasi brevi e incisive, dialoghi brillanti e una narrazione non lineare che permette al lettore di scoprire gradualmente i retroscena dei personaggi.
Particolarmente efficace è l’uso dell’ironia e del paradosso per affrontare temi profondi e tragici come la depressione, il suicidio e la solitudine. Backman riesce nella difficile impresa di far ridere mentre affronta argomenti serissimi, creando un equilibrio perfetto tra leggerezza e profondità.
Come suggerisce il titolo, l’ansia è il filo conduttore che unisce tutti i personaggi. Backman esplora magistralmente come questa condizione si manifesti in forme diverse: dall’ansia sociale alla paura del fallimento, dall’angoscia esistenziale alla preoccupazione per il futuro.
Il romanzo diventa così uno specchio della società contemporanea, dove l’ansia è diventata una compagna di viaggio per molti. Attraverso i suoi personaggi, l’autore ci mostra come dietro comportamenti apparentemente irrazionali o irritanti si nascondano spesso ferite profonde e paure legittime.
“Gli ansiosi” è molto più di una semplice commedia umana o di un thriller psicologico. È un’opera che celebra la resilienza umana, la capacità di trovare connessioni nei momenti più improbabili e la possibilità di redenzione anche nelle situazioni più disperate.
Backman riesce a trasformare una banale rapina in un’occasione per riflettere sulla complessità dell’esistenza umana, sulle coincidenze che cambiano le vite e sui legami invisibili che ci uniscono. Il risultato è un romanzo che fa ridere, commuove e lascia il lettore con un senso di speranza e di comprensione più profonda verso gli altri.
Un libro che, come i suoi personaggi, nasconde sotto una superficie apparentemente leggera, una complessità e una profondità sorprendenti.
Ascolta gratuitamente questa e altre recensioni di libri, film e serie tv sul podcast “La Foglia d’Acanto” disponibile su Spotify, Amazon Music e YouTube.