“Una meravigliosa domenica” di Akira Kurosawa

(Giappone, 1947)

Nel Giappone devastato del primissimo secondo dopoguerra hanno la “sfortuna” di vivere i due giovani fidanzati Yuzo (Isao Numasaki) e Masako (Chicko Nakaklita). Il loro amore è nato prima dello scoppio della guerra ed è una delle poche cose rimaste in piedi nella terra del Sol Levante.

Ma la situazione sociale ed economica del Paese è tragica e così i due, che lavorano incessantemente dal lunedì al sabato in cambio di un misero stipendio, vivendo ospiti da una sorella lei e da un amico lui, posso vedersi solo la domenica.

In tasca hanno 35 yen in totale, cosa che gli permetterà ben pochi svaghi. Ma l’amore sembra l’unica cosa che conta. Durante il passare delle ore però, la loro grave indigenza li opprime sempre più. Anche il feroce cinismo di un orfano di guerra vagabondo, che ricorda incredibilmente i due protagonisti dello splendido “La tomba delle lucciole” di Isao Tahakata, non fa che accrescere il rancore di Yuzo. Rancore che esplode in rabbia quando i due non possono far altro che riconoscere che nel loro Paese, al momento, stanno diventando ricchi solo spregiudicati e criminali.

Yuzo, rabbioso, impone a Masako un ultimatum: o lei lo seguirà a casa del suo amico, dove è sottinteso che consumeranno il loro primo rapporto sessuale, oppure lui se ne andrà per gli affari suoi. La ragazza, che sogna da sempre romanticamente il loro primo rapporto in altre più serene e felici contingenze prima rifiuta ma poi, per paura di perderlo, accetta.

Ma nel vedere il suo amore cedere disperata, Yuzo riacquista la ragione e propone di andare a prendere un tè. Mentre vagano per la città, che ormai sta diventando preda della sera, i due si fermano in un auditorium all’aperto desolato. Yuzo decide di dirigere un’orchestra immaginaria alla quale fa suonare “L’incompiuta” di Franz Schubert, che proprio nel pomeriggio non sono riusciti ad andare ad ascoltare a causa dei bagarini.     

La musica magicamente invade l’aria fino a quando la stessa Masako, guardando fissa la macchina da presa, esige decisa un applauso del pubblico per tutta la sua generazione che sta vivendo il periodo più buio nella storia del Giappone. Perché senza una speranza e senza un lavoro e un vero e giusto stipendio non c’è dignità. Ma grazie all’amore e alla stima di Masako, Yuzo riacquista la sua.  

Bellissima pellicola scritta dallo stesso Kurosawa assieme a Keinosuke Uekusa, che ci racconta di un Giappone piegato dal conflitto e ormai terra di conquista culturale e morale. Ed è soprattutto quest’ultimo concetto che Kurosawa sottolinea superbamente attraverso anche la scenografia che ci descrive infiniti ruderi sui quali troneggiano numerose scritte in inglese poste dai vincitori o messe proprio in loro onore.    

Un vero e proprio film neorealista nipponico dove, non a caso, Masako e Yuzo assomigliano tanto a Carmela e Antonio dello splendido “Due soldi di speranza” che Renato Castellani girerà nel 1952.

Da vedere.

La versione in italiano presente nel dvd è quella doppiata recentemente, visto che questo film Kurosawa lo realizzò prima di riscuotere il successo planetario con lo straordinario “Rashomon” nel 1950, e da noi non venne mai distribuito nelle sale cinematografiche. Nella sezione extra sono presenti, tra gli altri, la filmografia del regista e alcune sue sfiziose massime sulla settima arte.

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