“Due estranei” di Travon Free e Martin Desmond Roe

(USA, 2020)

Carter (Joey Bada$$) si sveglia in una luminosa mattina newyorkese nel letto di Perri (Zaria Simone). I due si sono conosciuti la sera prima in un locale e hanno passato la notte insieme. Dopo il primo classico imbarazzo del risveglio Perri chiede a Carter di rimanere a mangiare qualcosa, ma lui deve tornare a casa dal suo cane, che dalla sera prima è rimasto solo.

Così, un pò a malincuore e un pò per farsi desiderare, Carter esce per tornare nel suo quartiere e coccolare il suo fedele amico. Ma appena uscito dal portone viene fermato bruscamente dall’agente Mark (Andrew Howard) del Dipartimento di Polizia di New York insospettito dal fatto che un uomo di colore “come” lui giri per una strada così elegante nel centro di Manhattan.

Carter, che è un ricco disegnatore, protesta cosa che fa imbestialire il poliziotto che subito lo atterra e lo immobilizza con l’aiuto di altri due agenti che accorrono poco dopo. Carter non riesce più a muoversi e alla fine neanche più a respirare…

Il ragazzo si risveglia esattamente nel letto di Perri e rivive le stesse cose fino al fatale incontro con l’agente Mark. Ma ogni tentativo di fuga o di cambiare il corso degli eventi è inutile: alla fine il poliziotto lo uccide, in mille modi diversi, ma lo uccide sempre. E lui si risveglia sempre nel letto di Perri.

Arrivato al centesimo loop Carter decide di parlare con l’agente. Il poliziotto, dopo averlo ascoltato, decide di accompagnarlo a casa. Durante il tragitto Carter tenta di convincere l’agente Mark che il modo in cui l’attuale società americana premia quelli “come” lui è fondamentalmente e tragicamente sbagliato, visto che li premia per l’unica cosa di cui non hanno alcuna responsabilità: nascere bianchi.

Finalmente l’auto del NYPD arriva sotto casa di Carter e il ragazzo scende e si avvia verso la porta di casa ma Mark, dopo aver platealmente applaudito il lungo discorso del disegnatore, tira fuori la pistola e lo fredda in mezzo alla strada, proprio a pochi metri del suo cane che sente morire il padrone dietro la porta.

Al risveglio successivo Carter, sconvolto, racconta l’accaduto a Perri che gli offre la sua protezione proponendogli di nascondersi, ma il ragazzo si rifiuta. Ormai ha compreso che è inutile tentare di sfuggire al proprio destino nell’attuale società a stelle e strisce, anche se ormai le persone di colore hanno un’educazione e un tenore di vita spesso molto più alti degli agenti che li uccidono. Ma sa anche che: “…prima o poi riuscirà a tornare a casa sua, dal suo amato cane”.

Scritto dallo stesso Travon Free “Two Distant Strangers” è davvero un duro colpo allo stomaco, visto anche che i sanguinari modi in cui Carter viene ucciso dall’agente Mark sono gli stessi dei reali casi di cronaca più tragicamente noti come quello di George Floyd o Breonna Taylor.

Un ottimo cortometraggio che lancia un grido di protesta contro le innumerevoli e continue morti di persone di colore per mano di agenti della polizia bianchi, vittime che vengono ricordate nei titoli di coda, per non dimenticare. Gli ultimi anni di pandemia e le ultime settimane di guerra dovrebbero averci fatto finalmente capire che siamo tutti esseri umani e che tutti abbiamo bisogno gli uni degli altri per sopravvivere e vivere dignitosamente. Dovrebbero…

E se pensate che il problema vergognoso del razzismo sia solo al di là dell’oceano, basta che vi leggiate alcuni post firmati da italici figuri che sottilizzano sulla differenza di “autenticità” fra profughi e profughi in relazione al colore della loro pelle.

“Due estranei”, fra gli altri premi, ha vinto anche l’Oscar come miglior cortometraggio nel 2021.

Al momento è disponibile su Netflix.

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