“Soul Kitchen” di Fatih Akın

(Germania/Francia/Italia, 2009)

Zino Kazantsakis (un bravo Adam Bousdoukos) ha comprato nella periferia di Amburgo un vecchio capannone della ferrovia dove ha impiantato il suo ristorante “Soul Kitchen”. La qualità della sua cucina è bassa, basandosi essenzialmente su cibo precotti o surgelati, ma la clientela fissa gli permette di pagare le bollette.

Alla cena per il compleanno della ricca nonna della sua fidanzata Nadine (Pheline Roggan), in uno dei ristoranti più esclusivi della città, Zino assiste al licenziamento in tronco dello chef Shayn (Birol Ünel) superbo in cucina ma pessimo coi clienti.

Intanto suo fratello Illias (Moritz Bleibtreu) ladro incallito, chiede a Zino un posto ufficiale per mantenere la libertà vigilata. Nadine viene mandata dalla testata per la quale lavora in Cina, dove Zeno vorrebbe seguirla, ma non sa a chi affidare il ristorante che, dopo l’arrivo di Shayn dietro ai fornelli e alla musica dal vivo che viene suonata tutte le sere nel locale, riscuote un incredibile successo. Ma…

Scritta dallo stesso Faith Akin assieme ad Adam Bousdoukos, questa pellicola ci parla in maniera deliziosa delle coincidenze, e di quanto queste, nel bene e purtroppo anche nel male ci cambino l’esistenza.

Da ricordare anche la bellissima colonna sonora che ricorda quello che amava dire il grande Gioacchino Rossini: “Il cibo è per il corpo quella che la musica è per l’anima”.

La pellicola vince il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria alla 66esima Mostra del Cinema di Venezia.

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