“L’uomo che piantava gli alberi” di Jean Giono

(Salani, 1953/2011)

E’ vero, è un libro brevissimo, anche considerando la prefazione e la postfazione (che superano di consistenza lo scritto originale di Giono – autore, fra gli altri, del romanzo storico “L’Ussaro sul tetto”), ma è bellissimo.

Ed è una storia vera che concilia col mondo.

Nel 1913 Giono, poco più che adolescente ma già amante della natura, in una delle sue passeggiate in Provenza incontra casualmente un pastore che passa le giornate a piantare alberi nelle zone montane più spoglie e desolate.

Col passare degli anni Giono torna nuovamente nella zona ammirando come l’intero paesaggio, e con esso la vita dei paesi limitrofi alle nuove foreste neonate, cambi in maniera miracolosa, senza che nessuno sospetti che dietro tale incredibile cambiamento ci sia stata solo la pertinacia di un semplice pastore.

Gli uffici preposti, infatti, parlano addirittura di “foreste spontanee”.

Insomma, come diceva il grande Gianni Rodari: “Per fare un albero ci vuole un seme!”

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