La Foglia d’Acanto

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E SE TROVARE L’AMORE DELLA TUA VITA FOSSE LA COSA PIU’ SEMPLICE E BANALE?

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Enrico compie tredici anni. Il suo è un giorno importante perché riceverà molti regali, ma soprattutto perché alle 22.20, l’ora esatta in cui è nato, sul suo braccio destro finirà di comporsi il “segno”, fondamentale per la sua futura vita sentimentale.

Perché, come gli spiega il padre: “a tredici anni agli uomini, e undici alle donne, la Natura fa apparire un simbolo che al mondo solo un’altra persona possiede. E questa persona è nata per essere la tua anima gemella”.

Dopo un attento studio diventa chiaro che il simbolo di Enrico è una Foglia d’Acanto.

Il padre conclude che per trovare la persona con il suo simbolo dovrà aspettare di avere diciotto anni e un giorno, andare all’Archivio Centrale, riempire un modulo, farsi fotografare il braccio e depositare il proprio segno nell’immenso database planetario. Lì, appena  trovato, lo contatteranno fornendogli i dati personali del suo Acanto.

Insomma, niente di più semplice e banale!

Inizia così ufficialmente per Enrico l’adolescenza, nella quale si incontra – e più spesso si scontra – con l’altro sesso con alterne fortune, ma verificando sempre che sulla strada non si imbatta troppo presto nel suo Acanto.

Per questo, compiuti i diciotto anni, Enrico non si reca affatto all’Archivio, ma pensa solo a divertirsi.

Alla soglia dei trent’anni incontra Bianca, una donna che come lui non vuole legami definitivi. Visto che possiedono indiscutibilmente segni diversi, i due cominciano a frequentarsi sempre più intensamente e senza remore.

Ma, parafrasando il grande John Lennon: “La vita è quello che ti capita mentre sei impegnato a fare altri progetti”, e così una sera alla porta di Enrico bussa il destino.

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