“A proposito di niente” di Woody Allen

(La Nave di Teseo, 2020)

Beh, gente, qui abbiano davanti 398 pagine esilaranti, struggenti e anche drammatiche.

Uno dei geni indiscussi del cinema americano (e non solo) si racconta senza mezzi termini in questa irresistibile autobiografia.

Allan Stewart Königsberg nasce nel 1935 in una famiglia della piccola borghesia ebrea americana che vive a Brooklyn. La religione dei suoi parenti non è ovviamente rilevante, se non perché lui diventerà uno dei più grandi e divertenti narratori delle dinamiche delle famiglie americane di tradizione israelitica.

Svogliato e pigro a scuola – nonostante il suo alto Q.I. – il giovane Allan ama il baseball (dove è una delle migliori “seconda base” in circolazione) passare i pomeriggi (o le mattine in cui bigia la scuola) nei cinema per vedere i grandi classici di Hollywood, e girovagare per Manhattan. Si appassiona all’illusionismo volendo diventare da grande un prestigiatore, e usa quello che impara per diventare un giocatore implacabile di poker.

Ancora alle superiori, inizia a scrivere battute per gli addetti stampa di grandi star del momento che le usano per mantenere alta l’attenzione del pubblico sui propri beniamini attraverso articoli di giornale dedicati alla vita mondana del jet set. Fra le vincite al poker e il lavoro di battutista Allan già guadagna molto più dei suoi genitori messi insieme. Propio per il suo nuovo lavoro di autore decide di usare uno pseudonimo.

La televisione si interessa di lui e così inizia a lavorare fianco a fianco ad alcuni grandi autori comici del momento con Sid Caesar, Mel Brooks o Danny Simon (fratello di Neil). Quasi per caso, poi, Woody Allen incontra il cinema. Le prime esperienze di sceneggiatore e attore non sono particolarmente entusiasmanti, ma quando riesce ad avere il controllo totale della produzione (gli investitori lo finanziano senza metter bocca nella sceneggiatura o nelle riprese) le cose cambiano…

In parallelo Allen ci racconta la sua lunga vita amorosa fatta di molte relazioni e quattro matrimoni, il penultimo dei quali con l’attrice Mia Farrow. La drammatica separazione con la stessa Farrow è ancora un ghiotto argomento per i tabloid scandalistici, e non solo, e continua ad avere pesanti strascichi anche nella vita artistica dello stesso Allen.

Dio è morto, Marx è morto …ma Woody Allen scrive sempre tanto bene!

Da leggere.

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