“Alike” di Daniel Martìnez Lara e Rafa Cano Méndez

(Spagna, 2015)

Fra i significati che il vocabolario Treccani assegna al termine omologazione c’è anche: “Uniformazione, riduzione a un determinato modello, con appiattimento delle differenze e delle peculiarità prima esistenti…”.

Se è vero che noi esseri umani siamo animali sociali, e per vivere in una società il più possibile equilibrata c’è bisogno di regole di diritti e di doveri; è anche vero che fra le cose che hanno fatto della nostra specie quella dominante sul pianeta (…ammesso che la cosa sia davvero positiva…) ci sono indiscutibilmente le peculiarità individuali.

Peculiarità come quelle di Archimede, di Leonardo da Vinci o semplicemente di quell’essere umano (il cui nome rimarrà per sempre nell’oblio ma nonostante questo in molti sono convinti, inspiegabilmente, che sia per forza un uomo…) che ha intuito la potenza rivoluzionaria di una ruota.

Se è giusto, quindi, insegnare ai bambini l’importanza delle regole, è altrettanto fondamentale permettergli di coltivare e sviluppare i propri sogni e le proprie caratteristiche. Perché ci sono doti e qualità che non si possono “contenere”: o si lasciano germogliare o muoiono per sempre.       

Di questo focale aspetto della nostra società ci parla con una deliziosa metafora questo cortometraggio di soli 8 minuti, che ha vinto meritatamente più di ottanta premi in tutto il mondo.

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