“Dollari che scottano” di Don Siegel

(USA, 1954)

Il maestro Don Siegel ci racconta una storia sul lato più delicato della vita di un tutore della Legge. Uscendo ogni mattina da casa con la consapevolezza di poter non farvi ritorno la sera per i grossi rischi e i gravi pericoli che il mestiere di poliziotto possiede, è davvero semplice rimanere moralmente integro, senza cadere in tentazione?

La risposta non è così ovvia e banale come superficialmente può sembrare. E Siegel ce lo racconta con una grande regia, in un periodo in cui a Hollywood era professionalmente “pericoloso” parlare di “mele marce” non legate alle famigerate attività anti-americane.

Oltre alla sua superba regia, il valore di questo ottimo film in bianco e nero sta anche nella sua sceneggiatrice, produttrice e interprete Ida Lupino. Inglese di nascita, ma proveniente da un antica famiglia di artisti italiani, la Lupino è stata una delle più importanti personalità della Hollywood degli anni Quaranta e Cinquanta, tanto da essere una fra le prime donne a esordire dietro la macchina da presa – basta ricordare che il primo Oscar alla regia vinto da una donna è stato assegnato nel 2010 – oltre che scrive e interpretare ruoli di donne molto particolari e fuori dai canoni del tempo che le volevano “binariamente” angeli del focolare o rovina famiglie.

E’ la Lupino che, insieme al suo ex marito il produttore Collier Young, scrive e produce la pellicola, ed è sempre lei ha scegliere Siegel per la regia. Nel cast, oltre a lei, spiccano Steve Cochran – che pochi anni dopo interpreterà “Il grido” di Antonioni – Howard Duff, allora marito della Lupino, e Dorothy Malone.

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