“Nikita” di Luc Besson

(Italia/Francia, 1990)

Non ho resisto! Dopo aver visto al cinema “Lucy”, ieri sera mi sono rivisto in “Nikita”.

La prima volta lo ammirai al cinema nel lontano 1990, e mi rimase talmente impresso che ancora oggi ricordo la sala in cui lo vidi.

Besson si era già fatto conoscere con “Subway”, ma con “Nikita” ruppe gli schemi e divenne un regista ambito anche da Hollywood.

Con delle scene d’azione mozzafiato e una sublime colonna sonora, Besson ci racconta la storia di una ragazza, neanche vent’enne, “fuori” e ormai senza speranza che lo Stato – sapientemente cinico – decide di “educare” ai proprio loschi e indicibili scopi. Ma Nikita alla fine riscoprirà la sua anima…

Una splendida e indimenticabile interpretazione della bellissima Anne Parillaud (che rimarrà fatalmente legata a questo personaggio) e un’altrettanta strepitosa regia fanno di “Nikita” un cult degli anni Novanta, che ancora oggi si continua a copiare (la lunga lista dei remake e degli spin-off televisivi la dice lunga), dal quale nascerà un nuovo tipo di donna-eroina cinematografica che troverà uno dei suoi culmini in “Kill Bill”, realizzato oltre 12 anni dopo.

Per la chicca: non ci scordiamo la piccola ma indimenticabile interpretazione di Jean Reno nei panni inquietanti dell’implacabile “eliminatore”.

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