“Later” di Stephen King

(Sperling & Kupfer, 2021)

Jamie Conklin è un bambino apparentemente normale che vive con sua madre Tia, un’agente letterario, a New York e frequenta con profitto le scuole elementari.

Ma Jamie Conklin possiede una strana e inquietante peculiarità: nelle ore o nei giorni che seguono la morte di una persona, lui può vederne il fantasma e parlarci, proprio come il protagonista del film “Il sesto senso”. Ma Jamie possiede un dono nel dono: i fantasmi dei morti non posso mentire ad una sua domanda diretta.

A parte il poter vedere e parlare con le persone come erano fisicamente nel momento in cui sono trapassate – che se si tratta di infarto è una cosa, ma se parliamo di un brutto incidente o una morte violenta è tutto un altro discorso… – Jamie imparerà che il suo dono può presentare lati oscuri e terribili, soprattutto se nella vita si incrociano veri e proprio mostri, fra i quali i più pericolosi e temibili non sono tanto quelli ultraterreni, ma quelli in carne ed ossa chiamati esseri umani.

Con atmosfere, soprattutto nella prima parte, che ricordano “Il cardellino” di Donna Tartt, il Re ci racconta la particolare e difficile infanzia di un ragazzo simile a molti, ma con un peso nella propria esistenza – e non mi riferisco solo al dono… – molto grande ed ingombrante da portare; nonché ci regala uno sguardo crudo e tagliente sul mondo dell’editoria americana.

Forse non fra i più terrificanti e clamorosi, ma sempre un gran bel libro del maestro Stephen King.

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