“Wendell & Wild” di Henry Selick

(USA, 2022)

Dopo oltre dieci anni torna Henry Selick con un delizioso film d’animazione in stop motion. Dopo “Coraline e la porta magica” del 2009 e lo splendido “Nightmare Before Christmas” del 1996, Selick firma un’altra pellicola gotica e indimenticabile.

“Ognuno ha i propri demoni, e i miei si chiamano Wendell e Wild…” ci dice all’inizio Kat, la giovane protagonista del film, messa alla prova dalla vita… e dalla morte.

Solo pochi anni prima, infatti, Kat viveva felice e serena assieme ai suoi genitori Delroy e Wilma Elliot, possessori di un’artigianale fabbrica di birra a Rust Bank, una piccola ma florida città nella provincia americana.

Un brutto giorno però, proprio dopo aver rifiutato per l’ennesima volta di cedere la loro attività alla famelica Klaxon Korp, sul ponte che attraversa il grande fiume di Rust Bank il fuoristrada su cui viaggiano gli Elliot sbanda e precipita nelle gelide acque. A salvarsi è solo Kat che, annichilita dai terribili quanto ingiustificati sensi di colpa, diventa in pochi mesi una ragazza ribelle e contro ogni regola, finendo poi in un carcere minorile.

Alcuni anni dopo Kat, ormai adolescente, viene mandata presso la scuola cattolica femminile di Rust Bank, guidata dall’avido sacerdote padre Bests. Abituata ad ambienti molto più ostili, Kat rimane sorpresa dal clima sereno che si respira nella scuola, dove alcune ragazze hanno formato un gruppo la cui leader è Siobhan Klaxon, figlia dei proprietari della Klaxon Korp.

Ma la Rust Bank che Kat ritrova è praticamente una città fantasma, abbandonata da tutti e di proprietà ormai di Lane e Irmagard Klaxon, titolari della Klaxon Korp, che hanno intenzione di radere tutto al suolo per costruire uno dei loro costosissimi e assai remunerativi carceri di massima sicurezza. Anche la fabbrica di birra dei suoi genitori è andata quasi completamente distrutta in un incendio, poco dopo la morte di Delroy e Wilma.

Intanto, negli inferi, Buffalo Belzer manda avanti, come fa da tempo immemore, il suo luna park per torturare la anime dei peccatori defunti che vengono vessati su giostre, montagne russe e case degli orrori sistemate sulla sua gigantesca pancia. I suoi due figli, Wendell e Wild, vorrebbero aprire un luna park tutto loro, ma il padre li costringe a compiere lavori umili, come spargergli la crema sulla testa per far ricrescere i capelli, non avendo la minima intenzione di lasciarli andare visto che tutti i suoi altri figli, una volta raggiunta la superficie, non sono mai più tornati.

Ma Wendell e Wild non si arrendono, e così appaiono in sogno a Kat promettendole che se lei li invocherà, loro potranno far resuscitare i suoi genitori, ma…

Tratto dai personaggi creati dallo stesso Selick assieme a Clay McLeod Chapman nel loro omonimo libro, “Wendell & Wild” – la cui sceneggiatura è firmata da Selick e Jordan Peele – è un nuovo gioiello dell’animazione, con scene e sequenze fantastiche, in tutti i sensi.

La particolare pettinatura di Lane Klaxon non può non far tornare alla mente quella dell’ex Presidente Donald Trump…

“Nightmare Before Christmas” di Tim Burton e Henry Selick

(USA, 1993)

Questo capolavoro nato dal genio di Tim Burton è uno dei venticinque (venti sono troppo pochi, figurati dieci!) film da portare sull’isola deserta.

Diretto da un esperto del genere come Henry Selick (che qualche anno dopo firmerà un altro bel film come “Coraline e la porta magica”) “Nightmare Before Christmas” ci porta nelle inquietanti e allo stesso tempo tenere atmosfere gotiche burtaniane tipiche della notte di Ognissanti; condite con le musiche scritte e interpretate – nella versione inglese – da un altro genio quale Danny Elfman (leader degli Oingo Boingo prima di diventare autore di colonne sonore spesso candidate all’Oscar come quelle di “Will Hunting”, “Men in Black”, “Big Fish” e “Milk”).

Ma noi italiani abbiamo avuto una fortuna in più: il grande artista geniale Renato Zero (e guai a chi me lo tocca!) ha tradotto e interpretato le canzoni del film nella versione italiana.

Nel vedere le due versioni non esistono dubbi: Renato Zero tutta la vita! D’altronde il cane di Jack Skeletron si chiama proprio Zero…

Da vedere anche se non è Natale!