“Okja” di Bong Joon Ho

(USA/Corea del Sud, 2017)

La multinazionale Mirando ha trovato casualmente, in un paese dell’America Latina, una razza sconosciuta di maiale gigante, i cui cuccioli vengono affidati ad allevatori esperti sparsi per il mondo.

Dieci anni dopo, in una località montana della Corea del Sud, l’adolescente Mija (Ahn Seo-hyun) ha passato gran parte della sua esistenza accanto a Okja, uno dei maiali della Mirando, che ormai è diventata adulta con le dimensioni di un elefante.

Il progetto decennale della Mirando, ideato dal suo AD Lucy Mirando (una bravissima Tilda Swinton) sta arrivando al culime: a New York ci sarà la presentazione del maiale più bello e la giuria presieduta dall’esperto di animali Johnny Wilcox (Jake Gyllenhaal) che molto probabilmente decreterà Okja la migliore. Per Mija il distacco è intollerabile e così decide di seguire la sua migliore amica suina nella città che non dorme mai.

Sulla sua strada incapperà anche in un gruppo volitivo di animalisti in cui capo è Jay (Paul Dano) che aprirà tristemente gli occhi alla piccola Mija sulla vera natura di Okja e sui reali progetti della Mirando…

Sarà casuale, ma la Morando fa tanto rima con la Monsanto, e i recenti scandali esplosi nell’industria del cibo internazionale ci ricordano quanto questo film di fantasia sia molto legato alla realtà.

Con un’ottima regia e prodotto da Brad Pitt, è stato in concorso a Cannes 2017.

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