La scomparsa di Silvio Spaccesi

Silvio Spaccesi Foto

La notte del 1° giugno se ne è andato Silvio Spaccesi, uno dei più grandi caratteristi italiani degli ultimi quarant’anni, nonché fra i migliori doppiatori del nostro Paese.

Nato a Macerata il 1° agosto del 1926, alla fine della Seconda Guerra Mondiale viene assunto presso l’Ispettorato Agrario della città. Ma il posto impiegatizio gli sta troppo stretto e la passione per la recitazione e i ruoli brillanti, che ha conosciuto nell’Istituto salesiano della città che frequenta fin da piccolo, lo divora.

Così decide di licenziarsi e si iscrive all’Accademia “Silvio D’Amico” di Roma. Con il suo timbro di voce inconfondibile approda subito in radio e poi, in ruoli secondari, anche in televisione.

Ma è il teatro la sua vera passione che troverà il suo apice nel ruolo di Pietro di Bernardone, padre di San Francesco d’Assisi, in “Forza venite gente!” di Mario Castellacci, che per oltre quindici anni calcherà i palcoscenici di tutta Italia, e non solo.

La carriera di Spaccesi attore di teatro non è solo quel ruolo, con Giusi Raspani Dandolo forma un sodalizio artistico irresistibile – che io ho avuto la fortuna di vedere in teatro – in commedie come “Tre mariti e porto uno” e “La Signora è sul piatto” di Angelo Gangarossa.

In parallelo Spaccesi si dedica anche al doppiaggio sia cinematografico che televisivo. E’ sua la voce di Yoda nella saga di “Guerre Stellari”, come è sua quella di Orville in “Le avventure di Bianca e Bernie”, quella di Babbo Rachele in “Nightmare Before Christmas” di Tim Burton e quella di Gene Hackman nei panni dell’inesorabile eremita di “Frankenstein Junior” di Mel Brooks.

E in televisione su tutti c’è la voce indimenticabile di Patsy, l’assistente di Nick Carter del mitico “Supergulp”.

Per comprendere al meglio la bravura e la grandezza di Spaccesi basta fruguare su Youtube e cercare la puntata del programma pomeridiano di Rai3  “Telesogni” in cui l’attore recita a memoria “L’infinito” di Giacomo Leopardi: sublime.

Ci mancherà tanto la sua voce così familiare, allegra e divertente.