“Sette minuti dopo la mezzanotte” di Juan Antonio Bayona

(USA/Spagna, 2016)

Tratto dal romanzo per ragazzi dell’angloamericano Patrick Ness (che ha accettato di elaborare e concludere l’idea iniziale della pluripremiata scrittrice anglosassone Siobhan Dowd stroncata a 47 anni da un cancro al seno) “Sette minuti dopo la mezzanotte” ci racconta di una delle tragedie dell’infanzia: il rapporto con la morte.

Conor è un bambino solitario che da tempo deve convivere con la malattia atroce che ogni giorno consuma sua madre (Felicity Jones).

A scuola è quotidianamente vittima delle angherie di un compagno di classe e a casa, oltre alla madre, non ha nessuno con cui davvero confidarsi. Suo padre, infatti, dopo aver divorziato si è trasferito negli Stati Uniti dove ha creato una nuova famiglia. E sua nonna, la signora Clayton, la madre di sua madre (non a caso interpretata da una sempre brava Sigourney Weaver) è una donna molto dura e formale.

Conor è poi vittima di un incubo atroce, che non riesce neanche a ripensare durante il giorno, ma che lentamente lo sta consumando.

Una notte, però, il grande tasso che troneggia sull’antico cimitero che vede in lontananza dalla sua finestra prende vita, e lo afferra annunciando che gli racconterà tre storie, finita l’ultima sarà lo stesso Conor a dover raccontargli la sua.

A nulla serviranno i rifiuti del ragazzino, l’albero mostro sarà implacabile…

Struggente pellicola con un cast davvero di prim’ordine e una regia fantastica. Nella versione originale la voce dell’albero mostro è quella di Liam Neeson, che appare di sfuggita in un ruolo che all’inizio sembra marginale.

Davvero un bel film.

“Paul” di Greg Mottola

(UK/USA, 2011)

Simon Pegg è diventato famoso in Gran Bretagna, assieme a Nick Frost, con la “Trilogia del cornetto”, una serie di film demenziali horror/comici. Poi sono iniziati i ruoli nelle grandi produzioni come “Mission Impossible” o “Star Trek”. Ma con questo “Paul”, Pegg torna alla fantascienza demenziale.

Scritto e interpretato assieme a Nick Frost, anche lui coprotagonista della trilogia demenziale e poi interprete di varie pellicole di ottima qualità (come “Kinky Boots – Decisamente diversi” o “I Love Radio Rock“) “Paul” ci racconta l’avventura americana di due nerd inglesi, Greame (Pegg) e Clive (Frost) che, con i risparmi di una vita, organizzano un viaggio negli USA per partecipare prima al mitico Comic-Con e poi, affittando un camper, fare un viaggio-pellegrinaggio nei luoghi cult dell’ufologia locale. Ma sulla loro strada incappano in Paul, un extraterrestre in fuga da un laboratorio segreto governativo, che i due decidono di aiutare.

Demenziale fantacommedia con alcuni momenti davvero divertenti e citazioni a non finire. Da ricordare l’interpretazione di Kirsten Wiig (fra le migliori attrici comiche contemporanee e doppiatrice di tutti i “Cattivissimo Me”) nel ruolo di Ruth, una ragazza frutto del più becero bigottismo americano che grazie a Paul …vede la luce. E quella di Jeffrey Tambor nei panni di un arrogante scrittore di fantascienza. Piccolo e gustosissimo cameo della grande Sigourney Weaver. Per appassionati e, soprattutto, dementi fanatici di fantascienza (…come me).

Per la chicca: nella versione originale Paul è doppiato da Seth Rogen, nella nostra davvero magistralmente da Elio.