“The Meddler” di Lorene Scafaria

(USA, 2015)

Marnie Minervini (una bella, brava e sempre affascinante Susan Sarandon) e da poco rimasta vedova. Suo marito Joy ha provveduto a lei prima di andarsene, e così la donna si è potuta trasferire a Los Angeles in una bell’appartamento, senza alcun problema economico.

Joy le ha lasciato anche una figlia, Lori (Rose Byrne già protagonista dello splendido “La Dea del ’67”) che di lavoro fa la sceneggiatrice. Il rapporto fra le due però non è sereno: l’aiuto che Marnie vuole dare alla figlia, Lori lo vive come una continua ingerenza.

Marnie cerca serenamente di diventare utile a qualcuno e di godersi il resto della sua vita, ma per farlo dovrà affrontare a viso aperto il profondo lutto che le ha lasciato la morte del marito…

Delicata pellicola femminile che ci racconta con leggerezza di una donna, abituata da sempre a dividere la vita con un uomo, nel momento precario e vulnerabile in cui deve imparare a essere sola.

Come sempre, una Susan Sarandon stellare.

“La Dea del ‘67” di Clara Law

La dea del 67 Locandina

(Australia, 2000)

Questa delicata e struggente pellicola – distribuita in Italia dalla Fandango –  diretta dalla cinese Clara Law e scritta dalla stessa regista assieme al connazionale Eddie Ling-Ching Fong, ci racconta la dolce e amara storia della non vedente B.G. (interpretata da una bravissima Rose Byrne) che incappa nel giovane J.M. (Rikiya Kurokawa), un giapponese fanatico della vecchia Citroen DS del 1967, che è arrivato in Australia per comprarne un esemplare visto in rete. J.M. è un esperto – forse anche troppo – di informatica, affascinato dall’automobile francese vista nel film “Frank Costello faccia d’angelo”, ed è disposto a tutto per averla, e per questo porta con se B.G. come guida – si esatto, una non vedente come guida – nel cuore selvaggio dell’immenso continente. Ma la trama in realtà non è forse così importante, qui sono sublimi i paesaggi e gli stati d’animo che arrivano dritti a cuore dallo schermo; così come la non vedente B.G. vede e osserva il mondo molto meglio del normo dotato J.M.. Un film davvero sorprendente nella suggestiva tradizione, ormai consolidata, del giovane cinema orientale.