“Il colpo della metropolitana” di Joseph Sargent

(USA, 1974)

Tratto dal libro “The Taking of Pelham One Two Three” di John Godey e scritto per il grande schermo da Peter Stone, “Il colpo della metropolitana” è uno di quei filmacci duri e ironici tipici degli anni Settanta.

E se parliamo di ironia, non può mancare uno dei volti più sornioni del cinema americano di quegli anni: Walter Matthau che, da grande attore di razza, non sapeva solo far ridere.

I responsabili della metropolitana di Tokyo sono in visita presso gli uffici della direzione di quella di New York. A fare da “cicerone” al gruppo tocca al tenente della Polizia dei trasporti metropolitani Zachary Garber (Matthau).

Intanto, un commando composto da quattro uomini con armi automatiche: Mr Blue (Robert Shaw, grande attore shakespeariano, famoso per i suoi ruoli di cattivo come quello in “007 Dalla Russia con amore” o ne “La stangata” e per aver impersonato il cacciatore di squali Quint ne “Lo squalo” di Spielberg), Mr Green (Martin Balsam), Mr Grey (Hector Elizondo che poi diverrà famoso in ruoli secondari brillanti come quello in “Pretty Woman” o in “Paura d’amare”) e Mr Brown (Earl Hindman che acquisterà una certa notorietà a partire dalla fine degli anni Ottanta interpretando la serie “Quell’uragano di papà”) sequestra la motrice del treno Pelham 123, con diciotto persone a bordo.

I malviventi contattano la direzione della metropolitana e comunicano la loro richiesta: un milione di dollari entro un’ora altrimenti giustizieranno un ostaggio al minuto. Garber, insieme al suo collaboratore, il tenete Rico Patrone (Jerry Stiller, padre di Ben, che parteciperà nel decennio successivo all’immortale sit-com “Seinfeld”) cerca di gestire al meglio la situazione salvaguardando gli ostaggi. Ma…

Con un grande cast davvero di prima qualità e due protagonisti davvero complementari “Il colpo della metropolitana” è sempre un bel filmaccio e la sua eredità ce la sottolinea bene il genio di Quentin Tarantino che, guarda caso, nel suo “Le iene – Cani da rapina” i criminali durante il colpo si chiamano a vicenda: Mr White, Mr Orange, Mr Blonde, Mr Pink, Mr Brown e Mr Blue.

Da ricordare anche la colonna sonora David Shire, che un paio di anni dopo firmerà alcuni brani del soundtrack del film “La febbre del sabato sera”.

Per la chicca: nel 1998 è stato realizzato il primo remake omonimo diretto da Félix Enríquez Alcalá prodotto per la tv, e nel 2009 il secondo diretto da Tony Scott con Denzel Washington e John Travolta dal titolo “Perlham 123 – Ostaggi in metropolitana” per il grande schermo.

“Situazione disperata ma non seria” di Robert Shaw

Cop

(1966, Garzanti)

Se di Robert Shaw ho sempre ricordato il suo volto prestato al cinico cacciatore Quint de “Lo squalo” di Steven Spielberg, al cattivo e biondissimo Grant che per poco non riesce ad uccidere Sean Connery in “007 – Dalla Russia con amore” (1963), o al claudicante Doyle Lonnegan che viene gabbato magistralmente da Paul Newman e Robert Redford ne “La stangata” (1973), ho sempre ignorato invece la sua carriera di scrittore.

Sul banco di un mercato di libri usati ho trovato per caso il suo incredibile romanzo d’esordio “Situazione disperata ma non seria”.

Durante la Seconda Guerra Mondiale due soldati alleati vengono paracadutati oltre le linee nemiche sul suolo tedesco, ma finisco per atterrare nel centro di una cittadina. Per salvarsi dal linciaggio accettano l’ospitalità di Frick, un signore tedesco affabile ed educato, che li rinchiude nella propria cantina.

Fra carcerati e carceriere si instaura un rapporto così particolare che alla fine del conflitto Frick continuerà a tenerli prigionieri, mentendo spudoratamente sul suo esito e sulla nuova situazione mondiale.

Se la “situazione” è destinata ad avere accenti drammatici e claustrofobici (che la cronaca reale riprende anche troppo spesso), i suoi protagonisti riescono a divertire, alleggerendo tutto lo sviluppo del racconto.

Nel 1965 Gottfried Reinhardt gira la versione cinematografica del romanzo con Alec Guinness nei panni di Frick e Robert Redford in quelli di uno dei due prigionieri. Pellicola, purtroppo, a oggi introvabile.