“After Life” di Ricky Gervais

(UK, 2019)

Il dolore è una brutta bestia. Sia quello fisico che quello morale tendono a svuotarci e a lasciarci senza speranza.

Così Tony (un sempre bravo e “fastidioso” Ricky Gervais) devastato dalla morte della moglie non intende più vivere. E prima di togliersi la vita decide di dire a tutti quelli che incontra cosa pensa di loro e delle loro schifose e miserabili esistenze.

Tutte le volte però che tenta di uccidersi, la sua cagna – un regalo che lui stesso fece alla moglie qualche anno prima – glielo impedisce. Così Tony è imprigionato in un’esistenza che non vuole ma di cui non riesce a disfarsi.

Anche se lui non lo riesce a vederlo però, al mondo ci sono persone a cui sta a cuore e che fanno di tutto pur di aiutarlo. Come suo cognato, il fratello di sua moglie, che è il direttore del piccolo giornale locale gratuito per cui lo stesso Tony lavora…

Gervais, che scrive e dirige la serie coprodotta da Netflix, ci porta per mano in un piccolo viaggio nel dolore della mancanza, nel mondo dei “sopravvissuti” che sono schiacciati dal senso di colpa per essere ancora vivi.

E fra un cattiveria e l’altra ci mostra come, grazie anche alle piccole cose, si può sopravvivere anche emotivamente.

Pochi giorni fa lo stesso Gervais ha annunciato l’avvio della seconda serie.

“David Brent: Life on the Road” di Ricky Gervais

(USA/UK, 2016)

Ricky Gervais è uno dei volti più famosi e divertenti della televisione inglese. Con un passato da dj negli anni Settanta e Ottanta, Gervais approda nei Novanta in varie serie televisive di successo, la più famosa della quale è “The Office” (2001-2003); serie spassosa col formato di un falso documentario, che racconta le vicende di David Brent (Ricky Gervais, appunto) responsabile di un piccolo ufficio in un anonimo sobborgo di Londra. Tutti i tentativi di Brent di accattivarsi le simpatie dei suoi colleghi – superiori o subalterni che siano – sono vani e strepitosamente imbarazzanti.

Il successo della serie varca i confini britannci e in molti paesi, come in Germania, Francia e USA viene realizzato un remake (quello a stelle e strisce ha come protagonista Steve Carrell). Nel nostro Paese no, visto che il Brent di Gervias è indiscutibilmente una versione british e aggiornata dell’intramontabile Fantozzi Rag. Ugo di Paolo Villaggio.

A distanza di quindici anni Gervais torna a vestire i panni di David Brent che, superati abbondatemete i cinquanta, decide di darsi alla musica pop. Prima come produttore di un rapper e poi come cantante di una rock band per la quale organizza, a sue spese, un improbabile tour nei dintorni di Londra…

Con battute e situazioni esilaranti, tipiche del miglior humor inglese, questo film prodotto da Netflix diverte fino ai titoli di coda. Scritto, diretto e interpretato da Ricky Gervais – autore ache delle canzoni – “David Brent: Life on the Road” ci fa ridere senza pietà, grazie anche allo splendido doppiaggio di Gervais ad opera del bravissimo Roberto Pedicini (che presta magnificamente la voce, tra gli altri, anche a Kevin Speacy).