“La signora in giallo” di Peter S. Fischer, Richard Levinson e William Link

La signora in giallo Locandina

(USA, dal 1984-1996)

Non cominciamo a storcere il naso, l’intramontabile Jessicona Fletcher l’ho messa nella sezione IL MIO TRASH per evitare polemiche sterili.

Dite quello che vi pare, i delitti educati e senza sangue che si consumano (soprattutto quelli delle prime serie) nella ridente – ma in continuo aggiornamento del numero di abitanti… – Cabot Cove mi stregano.

Ho cercato invano, per anni, una maglietta con il logo dello sceriffo di Cabot Cove, ideale per andare a dormire cullato dai ovattati e innocui sogni. E non facciamo troppo i prevenuti, perché a creare l’arzilla vedova scrittrice di fama internazionale, nonché segugio implacabile, sono stati Peter S. Fischer, Richard Levinson e William Link già autori di serie collaudate e di grande successo come “Il tenente Colombo” e “Ellery Queen”.

Come novità, rispetto alle altre, scelsero una donna come protagonista, e chi meglio di una Miss Marple a stelle e strisce?

Il titolo in originale della serie “Murder, She Wrote” richiama direttamente “Murder, She Said”, titolo orignale del film del 1961 “Assassino sul treno”, tratto dal romanzo di Agatha Christie “Istantanea di un delitto” del 1957.

Nel film a vestire i panni della Marple è la fantastica e indimenticabile Margaret Rutherford, mentre Angela Lansbury – che poi legherà in maniera indelebile il suo viso a quello di Jessica Fletcher, nonostante sia un’inglese DOC – la interpreta in “Assassino allo specchio” del 1980 accanto a Liz Taylor e Tony Curtis.

Oltre al rebus legato all’individuazione del colpevole, le avventure della nostra Jessicona non hanno molto in comune con quelle frutto della penna di Agatha Christie.

A Cabot Cove, nonostante una continua e inesorabile strage, si vive un’aria serena e domenicale, e spesso subito dopo l’arrestato del colpevole – sempre reo-confesso e prodigo di spiegazioni dettagliate – ci si fa tutti una bella risata.

Ma chissenefrega, con quella casa sempre perfetta e con quella carta da parati, sono sempre cinquanta minuti ben spesi davanti alla tv e sbracati sul divano!