“Il poliziotto che ride” di Maj Sjöwall e Per Wahlöö

(Sellerio 1968/2007)

Il duo Maj Sjöwall e Per Wahlöö rappresenta uno dei capisaldi della letteratura gialla mondiale. Per dieci anni, dal 1965 al 1975 – anno della morte di Wahlöö – i due compagni di scrittura – oltre che di vita – hanno sfornato dieci romanzi dedicati all’investigatore della Polizia di Stoccolma Martin Beck, considerato giustamente un alter ego scandinavo del grande Maigret . Questo “Il poliziotto che ride” del 1968 è forse il loro romanzo più famoso.

In una sera piovosa di Stoccolma, mentre le Forze dell’Ordine sono concentrate in una zona dove sono scoppiati alcuni tafferugli con dei manifestanti, in un’altra, proprio alla periferia della città, un autobus di linea esce fuori strada fermandosi contro un palo. Quando due agenti vengono chiamati da un passante, salgono sull’autobus e vi trovano una carneficina. Otto persone, compreso l’autista, sono state crivellate dai colpi di un’arma da fuoco.

Sul posto arriva Beck che, assieme ai suoi colleghi giunti rapidamente come lui, deve constatare che fra le vittime c’è anche un agente di Polizia, suo giovane collaboratore. Solo ripercorrendo le ultime settimane di vita del collega, Beck potrà risalire al feroce assassino…

Davvero un grande giallo, anche a distanza di tanti anni. Leggendolo si capisce come il duo Maj Sjöwall e Per Wahlöö sia di fatto il fondatore della letteratura gialla scandinava oggi tanto di successo.

Per la chicca: nel 1974 Stuart Rosenberg dirige “L’ispettore Martin ha teso una trappola”, adattamento cinematografico del libro ambientato a San Francisco, con il grande Walter Matthau nei panni di Martin Beck.

 

 

 

 

“L’ispettore Martin ha teso una trappola” di Stuart Rosenberg

(USA, 1973)

Tratto dal romanzo svedese scritto dalla coppia Per Wahlöö e Maj Sjöwall dal titolo “Il poliziotto che ride” – che fa parte della famosissima serie scandinava dedicata al commissario Martin Beck – questo bel poliziesco anni Settanta ha come protagonista un insolito Walter Matthau nei panni del duro difensore della legge.

In una calda notta di San Francisco, il passeggero seduto agli ultimi posti di un bus urbano si alza e con un mitra da commando crivella di colpi tutti i passeggeri, per poi scomparire nel nulla.

Quando arriva, la Polizia scopre che fra le vittime c’è anche Evans, stretto collaboratore dell’ispettore Martin (Matthau). L’opinione pubblica è sconvolta e il Sindaco e il Capo della Polizia premono affinché venga trovato al più presto il colpevole, o “un” colpevole in generale. Tutto il Dipartimento di San Francisco indaga in ogni direzione, ma Martin è sicuro che il feroce assassino venga proprio da un caso che lui due anni prima non è riuscito a risolvere…

Diretto da Stuart Rosenberg, regista di film come “Nick Mano Fredda”, “Detective Harper: acqua alla gola” e lo splendido “Brubaker” – con un passato da regista televisivo di serie come “Alfred Hitchcock presenta ” e la sublime “Ai confini della realtà” di Rod Serling – questo film sente l’influenza del poliziotto duro e antieroe Harry Callaghan – uscito due anni prima – e ci mostra una società che dopo il famigerato ’68 è in crisi con se stessa, non riesce a comunicare e, soprattutto, non riesce a fidarsi di se stessa.

Scena finale da brivido.

L’ispettore Martin ha teso una trappola