“Colorado Kid” di Stephen King

Colorado Kid Cop 1

(2005, Sperling & Kupfer)

Non avrebbe alcun senso raccontare la trama di questo lungo racconto di Stephen King: “Colorado Kid” va semplicemente letto e goduto.

Ci sono molti che trovano la seconda parte della produzione letteraria del Re triste e malinconica, soprattutto priva della suspense e dei brividi di cui invece è zeppa la prima.

Ma le persone cambiano (e non mi azzardo certo a dire “crescono”). E l’incidente nel quale King ha seriamente rischiato di morire nel giugno del 1999, oltre che fisici, probabilmente ha lasciato anche profondi segni interiori.

E siccome King è un grande scrittore anche per la totale onestà che usa per quanto riguarda tutto ciò che scrive, le storie tristi e malinconiche sono diventate forse le sue preferite.

Ma il Re è sempre il Re!

“Un cantico per Leibowitz” di Walter M. Miller Jr.

Incantico Leboiwitz Cop

(2009, Mondandori)

Di romanzi di fantascienza ambientati in un futuro post apocalittico ce ne sono molti, ma questo di Miller è davvero particolare.

Scritto nel 1959, il romanzo inizia 600 anni dopo il “Diluvio di Fiamma” che ha spazzato via la civiltà umana così come la si conosceva. I sopravvissuti, terrorizzati e sconvolti, per vendicarsi degli “autori” del massacro hanno dato la caccia a ogni individuo “possessore” di conoscenza e per questo ogni libro o documento è stato distrutto, o quasi.

Solo in una piccola abbazia, dispersa nel deserto, si conservano gelosamente gli ultimi documenti scritti rimasti che, nel corso dei secoli, vengono copiati e tramandati.

600 anni dopo nel mondo, che è tornato ad essere suddiviso in nazioni, la conoscenza non è più considerata un male; anzi, alcuni sovrani illuminati comprendono che possa essere una potente “arma” di dominazione.

600 anni dopo la Terra è nuovamente sull’orlo dell’abisso: la tecnologia è arrivata a costruire armi di distruzione di massa e fra i grandi blocchi scoppia una crisi senza ritorno, ma nell’abbazia si continua a tentare di salvare la conoscenza…

Con frequenti richiami alla filosofia e alla religione, “Un cantico per Leibowitz” è una dura lettura del genere umano destinato all’autodistruzione, che ha come unica grande salvezza la fede.

Anche solo per l’intricato paradosso Fantascienza-Fede merita di essere letto!

“Uomini e topi” di John Steinbeck

Uomini e topi Cop

(1938-2005 Bompiani)

La prima volta che ho letto questo breve romanzo di Steinbeck – fortunatamente nella traduzione di Cesare Pavese, così come qualche tempo dopo lessi quella di “Moby Dick” di Melville  – mi ha fatto venire gli incubi.

Certamente ero troppo piccolo, e inconsciamente mi identificavo con i topi e i cuccioli che Lennie accarezza compulsivamente.  Poi, di recente, mi è tornata la voglia di leggerlo e mi ha commosso nuovamente, ma per ragioni completamente diverse.

Oltre che per lo splendido stile  narrativo, la cosa che mi ha colpito di più è che le tragedie di Lennie, George, Candy, Mrs. Curley e di tutti gli altri “topi” oggi sono drammaticamente attuali.

Un piccolo grande libro di un grandissimo autore.

“La Costa d’Oro” di Nelson DeMille

la costa doro 2 cop

(Mondadori, 1990)

John Whitman Sutter è un aristocratico WASP – che in lingua inglese è l’acronimo di White Anglo-Saxon Protestant (bianco anglosassone protestante) – a tutti gli effetti.

Rampollo di una storica famiglia di avvocati newyorchesi, John ha sposato lady Susan Stanhope e con lei vive nella Costa d’Oro, la zona di Long Island famosa per le grandi e splendide ville, simbolo imperituro dell’opulenza dell’upper class americana affermatasi nel primo dopoguerra.

I Sutter vivono nella foresteria della lussuosa residenza degli Stanhope – che per evitare di pagare le tasse il vecchio Stanhope, padre di Susan, tiene chiusa – e passano le giornate cavalcando, navigando sul proprio yacht o andando a mangiare nell’esclusivissimo club della zona.

Ma questa splendida routine viene interrotta dall’arrivo del nuovo proprietario della tenuta a fianco: Frank Bellarosa detto il Vescovo, l’ultimo grande padrino della mafia newyorchese.

La vita di John Sutter e quella del Vescovo si intrecceranno fin nel profondo, con conseguenze a dir poco imprevedibili…

Un gran bel romanzo su due mondi così lontani e così vicini, che sentono la propria fine avvicinarsi ma che si comportano come se fossero immortali.

Da leggere tutto d’un fiato.