“Microbo & Gasolina” di Michel Gondry

(Francia, 2015)

Il passaggio dall’infanzia alla pubertà, e poi alla vera e propria adolescenza non è mai facile. Come non è mai semplice raccontarlo. Ma Michel Gondry, regista visionario (la cui opera più nota è “Se mi lasci ti cancello”) ci riesce molto bene.

Daniel (Ange Dargert) è un ragazzino introverso e solitario, che nasconde il suo viso ancora acerbo dietro una folta chioma. La sua più grande passione è disegnare, ma a casa e a scuola sono davvero in pochi a comprenderla. Se in famiglia è schiacciato dai suoi due fratelli maggiori e da una madre (Audrey Tautou) patologicamente apprensiva ma allo stesso tempo indifferente, a scuola è soprannominato Microbo. Quando però nella sua classe arriva Théo (Théophile Baquet), appena trasferitosi con la famiglia in città, le cose cambiano.

Fra i due nasce subito un forte legame, anche se Théo è considerato da tutti un tipo strano, e viene soprannominato Gasolina, per l’odore di benzina che emanano le sue mani. Infatti è figlio di un antiquario, che in realtà assomiglia molto più a un robivecchi, e passa il suo tempo fuori della scuola a costruire e inventare strani macchinari usando il materiale di scarto dell’attività paterna.

Per reagire alle rispettive famiglie che in modi differenti li ignorano, e soprattutto all’angoscia che provoca il crescere, i due decidono di costruire un piccolo veicolo a motore, camuffato da casetta da giardino, con il quale attraversare il Paese e visitare il Massiccio Centrale, dove Théo passò una vacanza in colonia. Ma il viaggio, come il crescere, comporterà forti emozioni, dolori e sorprese…

Gondry ci racconta tutto questo con una sensibilità e un realismo misto a una sconfinata fantasia davvero particolari, che a tratti ricordano i grandi maestri del genere come Vittorio De Sica e François Truffaut.

Microbo & Gasolina

“Zazie nel metrò” di Louis Malle

Zazie nel metro Loc

(Francia/Italia, 1960)

In piena Nouvelle Vogue, Louis Malle porta sul grande schermo il geniale romanzo di Raymond Queneau “Zazie nel metrò”, sceneggiandolo insieme a Jean-Paul Rappeneau (che nel 1990 dirigerà lo splendido “Cyrano de Bergerac” con Gerard Depardieu). Il risultato è uno spettacolare film visionario che anticipa di decenni nuovi linguaggi e metafore che verranno riprese da fior di registi e cineasti, fra cui Michel Gondry su tutti.

Per passare del tempo con suo nuovo amante, una madre vedova porta sua figlia, Zazie, di dieci anni a Parigi, affidandola allo zio Gabriel (un sornione e strambo Philippe Noiret) che di mestiere fa la drag queen. Incontrando e canzonando personaggi strani e inquietanti, come il satiro (che oggi chiameremmo giustamente pedofilo) interpretato da un bravo Vittorio Caprioli, Zazie sogna di andare in metropolitana, ma un improvviso sciopero glielo impedisce. Quando, alla fine della sua vacanza parigina, la madre la riporta a casa, Zazie finalmente salirà sul metrò, ma sarà troppo stanca e finirà per addormentarsi proprio sul più bello.

Spettacolare!

 

Zazie nel metro

“Submarine” di Richard Ayoade

Submarine Loc

(USA/UK, 2010)

Questa deliziosa pellicola intimista ci racconta della prima grande battaglia della vita, dura e senza esclusione di colpi, che è l’adolescenza. Con chiarissimi richiami a quel visionario geniale di Michel Gondry, “Submarine” ci regala davvero 97 minuti di bel cinema. Prodotto da Ben Stiller (che appare in un piccolo cameo come attore di una soap opera) e diretto da Richard Ayoade (interprete assieme allo stesso Stiller del demenziale “Vicini del terzo tipo”) “Submarine” è tratta dall’omonimo romanzo di Joe Dunthorne. Ho detto omonimo, ma in realtà solo per noi, fortunati lettori italiani, non è così: perché il romanzo di Dunthorne nel Belpaese è stato tradotto sagacemente dalla Piemme “Breve indagine sotto il pelo dell’acqua”. Ma state tranquilli, il cartaceo è fuori catalogo… e vi prego, non parliamo di edizione digitale: è contro Natura!

 

“L’arte del sogno” di Michel Gondry

arte sogno Cop 3

(Francia/Italia, 2006)

Dopo lo strepitoso “Se mi lasci ti cancello” (che il cielo abbia pietà di colui che ha scelto il titolo in italiano!) Michel Gondry torna a casa e gira a Parigi questo “L’arte del sogno”, con protagoniste due star internazionali come Gael García Bernal e Charlotte Gainsbourg. Chi, per paura di affrontare una delusione d’amore, non si è rifugiato in un sogno pur sapendo che così, molto probabilmente, il treno sarebbe passato senza più tornare?

Fra i più geniali e visionari registi degli ultimi anni, Michel Gondry ci spiega come affrontare e convivere con queste paure intime e profonde. Da vedere, soprattutto, quando ci si è innamorati di qualcuno che ancora non ci “appartiene”.

 

“Se mi lasci ti cancello” di Michel Gondry

Se mi lasci cancello

(USA, 2004)

Meritatissimo Oscar 2005 come migliore sceneggiatura a Pierre Bismuth, Charlie Kaufman e al grande Michel Gondry, che ne è anche il regista. “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” è uno vero capolavoro da vedere e rivedere, con un cast di alta classe: Jim Carrey (che come per “Truman Show” è stato vergognosamente snobbato agli Oscar), una bravissima Kate Winslet, Tom Wilkinson, Elijah Wood, Mark Ruffalo e Kirsten Dunst. Che cos’è l’amore? ma soprattutto cosa fare quando si soffre per amore? …ma ogni parola è superflua, bisogna (ri)vederlo!

E comunque non sono riuscito a resistere, non ce la faccio a stare zitto, lasciatemi dire solo un’ultima cosa: MA CHI E’ QUEL GENIO CHE HA TRADOTTO IL TITOLO IN ITALIANO?! Manco usando il traduttore di Google si poteva fare uno scempio simile! Tanto valeva intitolarlo “Se mi lasci di SCANCELLO”