“Dove eravamo rimasti” di Jonathan Demme

(USA, 2015)

Diablo Cody (il cui vero nome è Brook Busey) ha vinto l’Oscar per la miglior sceneggiatura con “Juno” ed è una delle più originali e schiette narratrici di donne del cinema contemporaneo. Suoi, infatti, sono gli script di film come “Jennifer’s Body” o “Young Adult”.

In questa sceneggiatura la Cody decide di raccontare la storia vera di sua suocera Terry Cieri, che per decenni è stata la leader di una rock band del New Jersey.

Linda Brummel (una stratosferica Meryl Streep) è una cantante rock, che con la sua band “Ricki and the Flash” vive per salire sul palco ogni sera. Per arrivare a fine mese Linda fa la cassiera in un grande supermercato, e abita in un buco di appartamento nei pressi di Los Angeles.

Una sera riceve la telefonata di Pete (Kevin Kline), il suo ex marito che le chiede aiuto: sua figlia minore Julie (Mamie Gummer, figlia vera della Streep) ha tentato il suicidio poco dopo essere stata abbandonata dal marito.

Linda si organizza come può precipitandosi a Indianapolis, città nella quale vive il suo ex marito, che è un industriale di successo, e i suoi tre figli: Joshua, Adam e Julie. Linda ha abbandonato tutti molti anni prima, quando Julie era ancora una bambina, e lo ha fatto per seguire la sua natura di artista. Ma adesso farà drasticamente i conti con tutto il suo passato…

Insolita e commovente commedia con una straordinaria Meryl Streep che canta e suona la chitarra alla Bonnie Ratt. La mano del grande Jonathan Demme fa il resto. Purtroppo è l’ultimo lungometraggio diretto da Demme.

John Cazale

John Cazale

Classe 1935, John Cazale è stato uno degli attori americani più rappresentativi degli anni Settanta, nonostante la sua prematura scomparsa e i pochi – ma boni! – film interpretati. Cazale, infatti, ha partecipato solo a cinque pellicole ma tutte candidate all’Oscar come miglior film quali: “Il Padrino”, “La conversazione”  e “Il Padrino – Parte II” diretti da Francis Ford Coppola, ”Quel pomeriggio di un giorno da cani” di Sidney Lumet e “Il Cacciatore” di Michael Cimino.

Il ruolo che lo ha fissato nell’immaginario collettivo è certamente quello di Fredo Corleone, il fratello debole e vigliacco di Michael. E sulla stessa linea caratteriale sono stati anche gli altri personaggi da lui interpretati come quello di Sal ne “Quel pomeriggio di un giorno da cani” o di Stan ne “Il Cacciatore”.

Amico di d’adolescenza di Al Pacino, una volta giunto a New York, John Cazale comincia a calcare i palcoscenici di Broadway. Agli inizi degli anni Settanta conosce una giovane e promettente attrice di quattordici anni più giovane, alla quale rimarrà legato fino alla morte, ma con la quale reciterà solo nel suo ultimo film: Meryl Streep. Infatti la breve, ma intensa, carriera di Cazale si chiude col capolavoro di Michael Cimino “Il Cacciatore”, nel quale recita già mortalmente minato da un cancro ai polmoni. Proprio per il suo stato, la produzione non lo voleva nel cast, ma l’insistenza dell’amico Robert De Niro, assieme a quella del regista e del resto del cast ebbero la meglio. E così vennero riprogrammate le riprese per consentire a Cazale di recitare prima dell’avvento definitivo del male che lo ucciderà il 12 marzo del 1978, senza permettergli di vedere il film terminato che arriverà nelle sale americane solo l’8 dicembre successivo.

Alla Festa del Cinema di Roma del 2009 è stato presentato il cortometraggio su Cazale diretto da Richard Shepard e intitolato “I Knew It Was You”, con interviste ad alcuni dei suoi amici e colleghi, che se vi capita fra le mani vi consiglio di vedere.

“I segreti di Osage County” di John Wells

Osage County Loc

(USA, 2013)

Qui parliamo di uno stratosferico cast artistico con i due premi Oscar Meryl Streep e Julia Roberts affiancate da Sam Shepard, Ewan McGregor, Juliette Lewis, Benedict Cumberbach (già il terribile Kahn ne “Into Darkness – Star Trek”, presta anche la voce al drago Smaug nella versione inglese della trilogia de “Lo Hobbit”), oltre ad altri grandi attori – soprattutto di teatro – meno noti in Italia come Margo Martindale e Chris Cooper. Il tutto diretto da John Wells, creatore e regista della serie “E.R. – Medici in prima linea” ispirata ai racconti di Michael Crichton. Ma non basta! La sceneggiatura è tratta dall’opera teatrale vincitrice del premio Pulitzer nel 2008 “Agosto: foto di famiglia” scritta da Tracy Letts. Sulla deflagrazione di una famiglia dopo “Natale in casa Cupiello” del grande Eduardo De Filippo era davvero difficile aggiungere qualcosa di nuovo, ma Letts – autore anche della sceneggiatura cinematografica – ci riesce, e pure bene. Mettici poi la bravura stellare della Streep che riesce anche ad essere affascinante nei panni di una malata di cancro con parruccone e occhiali neri, e quella della Roberts che – da grande attrice – invecchia appositamente arrotondandosi le curve e mostrando un’insopportabile ricrescita. Insomma, un grande film da vedere e godere fotogramma per fotogramma.