“I Love Movies” di Paul Soter

I Love Movies

(USA, 2007)

Bisogna ricordare, prima di tutto, che questa deliziosa quanto singolare commedia è del 2007, anno in cui le videocassette ancora avevano un senso.

Oggi, che anche i dvd sono morti, sembra davvero anacronistico ambientare un film in una videoteca ma, a parte ciò, questa strana ma divertente storia d’amore merita di essere vista fino all’ultimo fotogramma (lo so che oggi ci sono i frame! Lo so, ma vista l’ambientazione va bene cosi…).

Neil, un bravo Cillian Murphy, possiede un piccola videoteca specializzata in film classici e d’autore. La sua vita, fatta di VHS e divano su cui vederli, viene stravolta da Violet, una misteriosa quanto affascinante cliente, una sensuale e davvero attraente Lucy Liu.

L’amore ha mille strade per arrivare al cuore di una persona, anche di quella che stenta a fidarsi degli altri…

Un gran bell’esempio di cinema indipendente americano, per chi ama le commedie sentimentali e i vecchi film.

“Elementary” di Robert Doherty

Elementary Cop

(USA, dal 2012)

Il mito di Sherlock Holmes non muore mai, ma nonostante questo quasi tutti i suoi recenti adattamenti non riescono ad aggiungere nulla di nuovo o di davvero eccitante. Eccezione fa questa nuova serie (nuova per noi che la stiamo vedendo in ritardo, negli Usa sta andando già la seconda stagione) ispirata al personaggio più famoso creato da Sir Arthur Conan Doyle. Le grandi novità sono due: il Dottor Watson è una lei (interpretata da Lucy Liu) e le indagini che svolge Holmes si effettuano a New York. Le caratteristiche fedeli al personaggio creato da Doyle invece sono la nazionalità inglese (Sherlock Holmes è interpretato da Jonny Lee Miller), l’arroganza e la tossicodipendenza di questo. Ma soprattutto il metodo con cui il detective affronta e risolve i casi: l’osservazione della scena del crimine (simile ma non uguale e a quella di C.S.I.) e la deduzione logica, cosa che rende accattivante e originale “Elementary”.  Per i patiti – come me – dell’inquilino del 221b di Baker Street.

PS: siamo negli anni Dieci del terzo millennio, non aspettatevi quindi la lente d’ingrandimento, ma un più consono coi tempi smartphone.