“Il corriere – The Mule” di Clint Eastwood

(USA, 2018)

L’ultima fatica di Clint Eastwood è tratta dall’articolo “The Sinaloa Cartel’s 90-Year-Old Drug Mule” di Sam Dolnick, pubblicato sul “New York Times” nel 2014, che raccontava la storia vera di Leo Sharp un ex floricoltore – che durante la presidentza di George W. Bush piantò i suoi fiori anche presso la Casa Bianca – arrestato a 87 anni per essere divenuto un corriere della droga.

Earl Stone (Eastwood) ha visto fallire, a causa di internet, la sua florida azienda di floricoltura. Ma non solo quella, la sua vita personale, infatti, è sprofondata ormai da anni. Il matrimonio con sua moglie Mary (una bravissima Dianne Wiest) è durato solo dieci anni, e il suo rapporto con la figlia Iris (Alison Estwood, vera figlia di Clint) forse anche meno. L’unico che sembra sopravvivere è quello con la nipote Ginny (Taissa Farmiga).

Senza più nulla, tranne il suo vecchio pick up Ford, Earl si presenta alla festa prematrimoniale di Ginny. Lì conosce un ragazzo che rimane particolarmente colpito dal fatto che in numerosi decenni di attività Earl, col suo furgone, non abbia mai preso una multa. Forse ha un lavoro per lui…

Bella pellicola del grande Eastwood che ci racconta l’ascesa agli inferi di un uomo che ha cercarto di “…essere qualcuno da un’altra parte invece del fallimento che era a casa sua…” e che passati abbondatemente gli ottant’anni imbocca la strada del crimine, non essendo un uomo “…da piano B”.

Crepuscolare, intimista ma senza sconti, anche questa volta il duro Eastwood non sbaglia il colpo.

Nel cast anche Bradley Cooper e Andy Garcia.