“Bianca” di Nanni Moretti

(Italia, 1984)

Nanni Moretti è uno degli autori cinematografici più significativi degli ultimi trent’anni, anche se all’inizio della sua carriera venne considerato da molti semplicemente un nuovo comico alla pari di molti suoi coetanei nati in televisione e poi passati al cinema.

Ed è proprio con questo “Bianca” (scritto insieme a Sandro Petraglia) che chiarisce definitivamente il malinteso. Con toni tipici della migliore commedia all’italiana, Moretti realizza un profondo e particolare film d’autore. Se il successo di pubblico non manca, quello della critica – almeno nel nostro Paese – è più timido, e diciamolo, pure stitico! In Francia, invece, Moretti viene riconosciuto subito come giovane e dotato cineasta.

Michele Apicella (lo stesso Moretti) è un docente di matematica fresco titolare di una cattedra alla “Marilyn Monroe”, scuola statale molto all’avanguardia. Fra i banchi e le aule Michele incontra Bianca (una splendida Laura Morante) insegante di francese.

Fra i due nasce una relazione, ma Michele è schiavo delle sue ossessioni e delle sue paure…

Il tema della solitudine, del dolore e soprattutto della paura del dolore non abbandonerà più le pellicole di Moretti, che da diversi punti di vista ci racconterà le sue più profonde e drammatiche sfumature.

Nonostante ciò, “Bianca” contiene battute e scene memorabili come “…Non conosce la Sacher Torte …e va bene così: facciamoci del male”, da cui poi nacque il nome della Sacher Film. Così come i dialoghi surreali fra Michele e Siro Siri, interpretato dal grande Remo Remotti.  Ed è impossibile non ricordare la scena con Michele nudo, nel cuore della notte, che mangia rassegnato una famosa crema spalmable alla nocciola, presa da un barattolo grande come un barile.

“Perché tutto questo dolore?”

Sempre un gran bel film.

Bianca

“Gli Incredibili” di Brad Bird

Gli Incredibili Locandina

(USA, 2004)

E’ inutile fare quell’espressione, già l’ho ammesso più volte: sono un fan sfegatato dei geni della Pixar, e se quelli realizzano film spettacolari con immagini e sceneggiature clamorose non prendetevela con me! Come spesso accade dietro un loro film c’è un argomento ben preciso. Se “Up” era dedicato alla terza età, e soprattutto al modo in cui chi ha la fortuna di arrivarci sceglie di viverla, qui facciamo un passo temporalmente indietro e ci fermiamo alla mezza età. Chi a vent’anni non si sentiva invincibile, andando a letto all’alba, dormendo poche ore, e una volta in piedi, fresco come una rosa, era pronto a ricominciare? …Ma col passare degli anni però le cose cambiamo, e con l’arrivo dei figli ci appesantiamo – non solo fisicamente – e passiamo troppe serate a ricordare i bei tempi andati. Le cose poi precipitano se una bella bionda sexy ci avvicina perché è desiderosa di farci rivivere i nostri momenti da “super”…

Geniale metafora della vita, come geniale la distribuzione dei super poteri in famiglia: Bob l’uomo d’acciaio “Mr. Incredible”, Helen “Elastigirl” (quale migliore riconoscimento ad una mamma tutto fare?), Dashinell “Flash” il piccolo scintillante alla soglia dell’adolescenza, e Violetta l’invisibile, la figlia grande in piena adolescenza. Menzione speciale allo spettacolare e inclassificabile Jack Jack. Un plauso anche ai nostri doppiatori e soprattutto a Laura Morante che da la voce a Elastigirl. Due Oscar: miglior film d’animazione e miglior suono.

Da vedere e rivedere (soprattutto passati i 40!).