“Gli ultimi Jedi” di Rian Johnson

(USA, 2017)

Ecco finalmente l’ottavo capitolo della saga più famosa del cinema. I personaggi ci sono tutti – a parte, ovviamente, quelli che abbiamo perso durante il cammino – così come gli elementi: il bene il male, i buoni e i cattivi (tutti interpretati magistralmente), le autocitazioni e soprattutto tanta ironia (la sequenza del ferro da stiro, per esempio).

Se “Il risveglio della Forza” riprendeva soprattutto le fila della storia dopo circa trent’anni, questo nuovo episodio getta le fondamenta per le nuove storie che verranno. “Largo ai giovani!” sarebbe lo slogan perfetto del film, che comunque ha anche un plot tutto suo.

Non amo fare lo spoiler e quindi non racconterò nulla più della trama che, ovviamente, ha dei colpi di scena non indifferenti. Ma un paio di cose lasciatemele ricordare, come le interpretazioni in ruoli minori, ma davvero meritevoli, del grande Benicio Del Toro e della brava Laura Dern.

E poi la battuta più strepitosa del film, quella che dice la principessa Leia (a proposito, come non ricordare tristemente Carrie Fisher? …Che la Forza sia con lei, ovunque sia) quando rivede dopo molti anni suo fratello Luke:

– …Lo so cosa vuoi dirmi… ho cambiato pettinatura.

 

“Certain Women”” di Kelly Reichardt

(USA, 2016)

Tratto dai racconti “Both Ways Is the Only Way I Want It” di Maile Meloy – giovane scrittrice americana e collaboratrice del “New Yorker” – questa delicata e intimistica pellicola è stata scritta da Anish Savjani, Neil Kopp, Vincent Savino e Kelly Reichardt che lo ha diretto e montato.

Le vite di quattro donne si sfiorano quasi casualmente a Livingston, cittadina del Montana, che con i suoi quasi 1.400 metri di altitudine vive di un clima rigido e severo.

Laura Wells (Laura Dern) è un avvocato capace e preparato, ma ogni giorno deve fare i conti con il maschilismo – più o meno velato – della società in cui vive. Come quello del suo cliente Fuller (un bravissimo Jared Harris), ottimo manovale che da otto mesi tenta di fare causa alla sua ex ditta lavorando per la quale ha subito un grave incidente. Ma Fuller, avendo accettato la prima offerta d’indennizzo, ormai non ha più voce in capitolo, e si convince della verità solo quanto la Wells lo porta a un incontro con un avvocato, uomo. Laura è ufficialmente una donna single, ma in realtà ha una relazione clandestina con Ryan Lewis (James LeGros) marito di Gina (Michelle Williams). Fra i coniugi Lewis le cose non sembrano andare bene, sia per il rapporto conflittuale che lei ha con la loro unica figlia adolescente, sia per la profonda insoddisfazione che Gina ha verso la sua vita domestica. L’unica cosa che la rende felice è la nuova casa che il marito le sta costruendo fuori Livingston. Proprio per realizzare una grande parete del salone, Gina vuole delle antiche pietre arenarie che una volta facevano parte della prima scuola costruita dai coloni a Linvingstone, e ora sono abbandonato nel giardino di un anziano solitario.

Beth Travis (Kristen Stewart) è una giovane praticante che sogna di emanciparsi diventando avvocato. Sua madre e sua sorella nella vita hanno fatto, e fanno, sempre e solo le commesse, e lei da sempre è stata disposta a tutto pur di non seguire le loro orme. Accetta così di tenere dei corsi serali in leggi scolastiche presso la scuola di una piccola località ad oltre quattro ore di macchina da Livingston. Ad una lezione incontra casualmente Jamie, che gestisce da sola un ranch nei dintorni del piccolo paese.

Bella pellicola, con immagini e paesaggi alla Wenders, che ci racconta come a volte, quando si sente troppo freddo, può non dipendere dal clima.