“Dark Crystal” di Jim Henson e Frank Oz

(USA, 1982)

L’idea di base di Jim Henson era quella di far tornare i bambini ad avere paura guardando un suo film. Il successo di “Sesame Street” e “Muppet Show” lo aveva reso uno dei maggiori rappresentanti degli spettacoli per i più piccoli, ma Henson voleva tornare a raccontare favole come quelle dei fratelli Grimm, con streghe e orchi cattivi. E così, nella seconda parte degli anni Settanta, elaborò questa storia con lunghe ombre e guerrieri malvagi.

L’elaborazione della sceneggiatura scritta da Henson assieme a David Odell durò anni, così come quella visiva dei personaggi e delle splendide scenografie (a cui anche ad “Avatar” di James Cameron sono servite da ispirazione) create con tutto il suo storico staff, fra cui spicca Frank Oz che dirigerà anche alcune importanti sequenze. Lo stesso Frank Oz creatore, insieme a Lucas, del maestro Joda e sua voce ufficiale nella saga di “Guerre Stellari”. Nonché attore (in “Blues Brothers” è l’addetto del carcere che, all’inizio del film, restituisce gli effetti personali a Jake Blues) e regista (sue sono le commedie blockbuster “La piccola bottega degli Orrori”, “In & Out” e “La moglie perfetta”).

Thra era un pianeta feritile e rigoglioso fino a quando, mille anni fa, all’allineamento dei suoi tre soli il Cristallo della Verità, che bilanciava ogni cosa, venne rotto dagli UrSkeks, i suoi guardiani, diventando così il Cristallo Oscuro. Gli stessi UrSkeks si separarono in due essenze: i malvagi Skeksis e i pacifici Mistici. Gli Skeksis presero il potere dominando con ferocia e cominciando a spremere inesorabilmente tutte le risorse del pianeta.

Adesso che, dopo mille anni, i tre soli torneranno ad allinearsi dando definitivamente il potere ai malvagi Skeksis, al pianeta non rimane che un’ultima possibilità: ricomporre il Cristallo. L’arduo compito spetterà ai giovani Jen e Kira, due Gelfling – popolo massacrato dagli Skeksis – convinti dalla nascita di essere gli ultimi della loro specie…         

Pietra miliare del genere Fantasy, di cui contiene elementi narrativi e visivi ancora attualissimi, “Dark Crystal”  ci rapisce sempre con la sua magia senza limiti, frutto del genio di Jim Henson troppo presto scomparso.

Per la chicca: nella nostra edizione la voce narrante è quella vellutata e profonda dell’indimenticabile Nando Gazzolo.

Dark Crystal

25 anni dalla scomparsa di Jim Henson

Jim Henson

Il 16 maggio del 1990 se ne andava Jim Henson, il più grande burattinaio della televisione americana, inventore fra l’altro del grande Muppets Show. James Maury Henson, detto Jim, nasce il 24 settembre 1936 a Greenville, capoluogo della contea di Washington nello stato del Mississippi. Già adolescente si appassiona al mondo delle marionette e dei burattini, ma a cambiare la sua esistenza sarà il grande elettrodomestico che un giorno arriva nel salotto di casa sua: la televisione. E’ fra i primi, e senz’altro fra i più giovani, a intuire e immaginare le potenzialità di quella scatola magica in sinergia coi pupazzi con cui si diverte ogni giorno. Ed è sempre in questi momenti che Henson elabora il personaggio forse più famoso: Kermit la Rana, suo vero alter ego pupazzo (tutti i suoi più intimi amici hanno parlato sempre del carattere timido e gentile di Henson anche sul lavoro). Dopo un lungo viaggio in Europa per studiare dal vivo la grande tradizione artigianale dei burattini, torna negli States dove le sue creazioni partecipano ad alcuni programmi per bambini. Il successo di quegli strani ma accattivanti pupazzi (che Henson realizza in gommapiuma per renderli più espressivi e mobili, soprattutto nel parlare) attira il mondo della pubblicità, che per anni sarà il centro delle entrate dell’attività del genio di Greenville, che comincia ad avere validi collaboratori come la moglie Jane Nebel e il giovane Frank Oz (che poi dirigerà film come “In & Out” e “Tutte le manie di Bob”, ma soprattutto animerà, prestandogli anche la voce, Yoda nella saga di “Guerre Stellari”). Nel 1969 Henson e i suoi personaggi vengono invitati a partecipare al programma didattico per bimbi “Sesame Street” che riscuote un grande e immediato successo. Henson però è convinto che i suoi burattini possano intrattenere anche gli adulti, ma in USA nessuno osa rischiare. Così il suo progetto per grandi e piccini  “The Muppets Show” nasce grazie ad una produzione inglese. E visto che ancora oggi continuano ad uscire cofanetti deluxe con i Muppets, trovo superfluo qui parlare della loro incredibile ironia e genialità. Negli anni Ottanta Henson si dedica al cinema e realizza nel 1984, insieme a Oz, il fantasy “Dark Cristal” che riscuote un buon successo di pubblico, sulle ali del quale nel 1986, dirige lo splendido “Labyrinth”, scritto insieme a Denis Lee e Terry Jones (membro storico dei Monty Phyton), con un tenebroso David Bowie e una bellissima Jennifer Connelly. La pellicola oggi è considerata – giustamente – un vero e proprio cult, ma quando uscì venne di fatto snobbata (e forse non capita) dal pubblico tanto da allontanare per sempre il suo regista dal grande schermo. Per avere più possibilità produttive, nel 1989 Jim Henson entra nella Walt Disney Company, ma proprio mentre stava iniziando nuovi progetti una polmonite fulminante da streptococco ce lo porta via. Anche se la sua eredità ormai sembra immortale, intristisce comunque il pensiero di quello che la sua mente geniale e innovativa avrebbe potuto realizzare in tutti questi anni.

“Labyrinth – Dove tutto è possibile” di Jim Henson

Labyrinth Cop 

 (USA/UK, 1986)

A Jim Henson, prematuramente scomparso nel 1990, quelli della mia generazione devono tanto. E’ lui infatti, insieme alla moglie Jane (scomparsa pochi mesi fa), a portare la grande tradizione dei burattini sul piccolo schermo che avrà il suo apice negli anni Settanta con “Il Muppet Show”. Ma tornando a questo fantastico film – e l’aggettivo non è certo casuale – il cui soggetto è stato scritto dallo stesso Henson insieme a Dennis Lee mentre la sceneggiatura è firmata da Terry Jones (uno dei mitici Monty  Python), “Labyrinth” legittima definitivamente il genere fantasy nel mondo del cinema e dei giochi di ruolo prima e video poi. La storia di Sarah (una bellissima Jennifer Connelly) che, costretta per l’ennesima volta a fare la babysitter al fratellino Toby, lancia un anatema al quale risponde subito Jareth il Re dei Goblin (un diabolico e fascinoso David Bowie) rapendo il piccolo. Il viaggio di Sarah, che dovrà attraversare il labirinto per salvare il fratello, rimane uno dei viaggi nella fantasia pura più belli del cinema. Due cose su tutto: la Gora dell’Eterno Fetore – i cui effluivi posso uccidere – e Sir Didymus e il suo fide destriero Ambrogio.