“Paul” di Greg Mottola

(UK/USA, 2011)

Simon Pegg è diventato famoso in Gran Bretagna, assieme a Nick Frost, con la “Trilogia del cornetto”, una serie di film demenziali horror/comici. Poi sono iniziati i ruoli nelle grandi produzioni come “Mission Impossible” o “Star Trek”. Ma con questo “Paul”, Pegg torna alla fantascienza demenziale.

Scritto e interpretato assieme a Nick Frost, anche lui coprotagonista della trilogia demenziale e poi interprete di varie pellicole di ottima qualità (come “Kinky Boots – Decisamente diversi” o “I Love Radio Rock”) “Paul” ci racconta l’avventura americana di due nerd inglesi, Greame (Pegg) e Clive (Frost) che, con i risparmi di una vita, organizzano un viaggio negli USA per partecipare prima al mitico Comic-Con e poi, affittando un camper, fare un viaggio-pellegrinaggio nei luoghi cult dell’ufologia locale. Ma sulla loro strada incappano in Paul, un extraterrestre in fuga da un laboratorio segreto governativo, che i due decidono di aiutare.

Demenziale fantacommedia con alcuni momenti davvero divertenti e citazioni a non finire. Da ricordare l’interpretazione di Kirsten Wiig (fra le migliori attrici comiche contemporanee e doppiatrice di tutti i “Cattivissimo Me”) nel ruolo di Ruth, una ragazza frutto del più becero bigottismo americano che grazie a Paul …vede la luce. E quella di Jeffrey Tambor nei panni di un arrogante scrittore di fantascienza. Piccolo e gustosissimo cameo della grande Sigourney Weaver. Per appassionati e, soprattutto, dementi fanatici di fantascienza (come me).

Per la chicca: nella versione originale Paul è doppiato da Seth Rogen, nella nostra davvero magistralmente da Elio.

“Transparent” di Jill Soloway

Transaprent Loc

(USA, dal 2014)

Jill Soloway – già autrice di serie di successo come “Six Feet Under” – scrive e dirige questa nuova  e dissacrante serialità  su un professore universitario, già pensionato da anni, che decide di confessare ai figli la propria omosessualità e la propria natura che lo porta a vestirsi da donna. Con un grande Jeffrey Tambor (uno dei più bravi caratteristi di Hollywood, che per questa seria ha già vinto molti premi fra cui un Golden Globe) nei panni del “professor” Maura Pfefferman, “Transparent” ci racconta in maniera esplicita e graffiante i risvolti più scabrosi e imbarazzanti di una sessualità che è stata nascosta per decenni, comprese le ripercussioni che questa dissimulazione  ha provocato nei paraggi.

Più tagliente di “Modern Family” – che rimane comunque una grande vetta della tv – e molto più esplicito, da vedere in fascia protetta, ma comunque da vedere!