“Harvey” di Henry Koster

Harvey Loc

(USA, 1950)

Questo è uno fra i gioielli cinematografici più luminosi di tutti i tempi.

Forse l’inno più bello alla diversità che la Hollywood del New Deal roosveltiano produsse.

E il protagonista non poteva essere altro che James Stewart, attore simbolo di quell’indimenticabile periodo e che con il passare degli anni io personalmente non faccio altro che apprezzare.

Se Stewart fu “solo” candidato all’Oscar per questo film, a vincere la statuetta fu la bravissima Josephine Hull come migliore attrice non protagonista, lei che sei anni prima aveva interpretato un altro grande film “Arsenico e vecchi merletti” nel ruolo di una delle due diaboliche sorelle.

Tratto dall’opera teatrale di Mary Chase, vincitrice del Premio Pulitzer nel 1945, “Harvey” ci pone due emblematiche domande: chi di noi non ha mai avuto un amico immaginario? E soprattutto: chi ha avuto il coraggio di raccontarlo agli altri?

Da rivedere a cadenza regolare e inserire nel programma scolastico statale!

“L’uomo che uccise Liberty Valance” di John Ford

Liberty Valance Cop

(USA, 1962)

Non sono un amante del genere Western, fatta eccezione dei film di Sergio Leone, de “Gli Spietati” di Clint Eastwood, dell’ultimo “Django” di Quentin Tarantino, e soprattutto di questa splendida pellicola diretta dal grande John Ford.

Il Senatore degli Stati Uniti Ransom Stoddard (un superbo James Stewart), uno degli uomini più influenti di Washington, torna nella piccola cittadina di Shinbone per partecipare al funerale di Tom Doniphon (John Wayne).

E’ l’occasione per ricostruire l’inizio della sua carriera politica partita proprio nella piccola cittadina molti anni prima.

Il giovane avvocato Stoddard ha tutta l’intenzione di riportare l’ordine e la legalità a Shinbone, preda degli interessi di alcuni dei più importanti allevatori di bestiame dello Stato.

Al soldo di questi c’è lo spietato Liberty Valance (un cattivissimo Lee Marvin) che, non avendo la minima intenzione di cedere, sfida a duello l’avvocato. Stoddard è molto abile con i codici ma non con le armi e così l’esito della scontro sembra tristemente scontato. Ma, contro ogni probabilità, è Valance a morire, anche se la dinamica della sparatoria lascia molti dubbi, compreso il ruolo in questa del pistolero Doniphon, che ha preso sotto la sua ala protettrice Stoddard.

Epica e crepuscolare ricostruzione della nascita del Grande Paese, che ancora oggi continua a fare i conti con le sue anime così diverse e contrastanti.