“Il labirinto del fauno” di Guillermo Del Toro

Il Labirinto del Fauno Locandina

(Spagna/Messico/USA, 2006)

Dal genio – apprezzatissimo a Hollywood – del maestro degli effetti speciali d’origine messicana Guillermo Del Toro è fiorita questa struggente storia di una bambina troppo sensibile nata nel momento sbagliato, che si trova accanto le persone sbagliate, e per sopravvivere usa la fantasia. Anche se il film è caratterizzato da accenti tipici dei film horror – di cui Del Toro ha curato per anni gli effetti – questa pellicola mi commuove sempre. Infondo, molto spesso, i sogni si trasformano in incubi e gli incubi ci fanno amare ancora di più i sogni. “Il labirinto del fauno”, scritto dallo stesso Del Toro, è stato candidato all’Oscar 2007 per la miglior sceneggiatura.

 

“La regina d’Africa” di John Huston

La regina africa Cop

(USA, 1951)

Tenetevi stretti e indossate il giubbotto di salvataggio: questo è uno dei capolavori della grande Hollywood di una volta. Tratto dall’omonimo romanzo di C.S. Foster, il grande John Houston firma una splendida e insolita storia d’amore fra due emarginati della società: un vecchio pilota di barche alcolista e una zitella bacchettona persi nel cuore del grande continente Nero. Meritatissimo Oscar a Humprey Bogart come miglior attore protagonista e candidatura per Katharine Hepburn, come miglior attrice protagonista, e doppia per John Huston: come miglior regista e come autore della sceneggiatura (insieme a James Agee). Ancora oggi rimangono spettacolari i duetti fra i due giganti del cinema e il finale, romantico e al tempo stesso divertente, che si discosta, senza rovinare nulla all’alchimia della storia, da quello del romanzo.

“Vacanze romane” di William Wyler

Vacanze romane Cop

(USA, 1953)

Il 27 agosto del 1953, a New York, si consumava la prima mondiale del film cha avrebbe consacrato definitivamente a star del cinema quella splendida diva, dagli occhi di cerbiatto, che era Audrey Hepburn. Il personaggio della principessa Anna, ispirato all’allora giovane regina Elisabetta II d’Inghilterra – anche se all’inizio è più simile alla sorella “viziata” e “capricciosa” Margaret – è uno dei più romantici e riusciti del grande schermo. Sullo sfondo una Roma solare e spensierata che aderisce perfettamente alla visione che gli americani avevano – o volevano avere – di un Paese che, solo pochi anni prima avevano combattuto, invaso e poi liberato; e che nel 1953 soffriva ancora la fame (“Guardie e ladri” di Steno e Monicelli è solo di due anni prima) e che stentava ancora a rialzarsi.  

Fra le citazioni e i numerosi remake, spicca il blockbuster “Notthing Hill” (1999) con la bella Julia Roberts che, invece di una regina impersona una diva di Hollywood, dal nome – guarda caso – Anna Scott.