“Mary e il fiore della strega” di Hiromasa Yonebayashi

(Giappone, 2017)

E’ arrivato – purtroppo per pochissimi giorni – nelle nostre sale “Mary e il fiore della strega”, lungometraggio giapponese nella grande tradizione della cinematografia più classica del maestro Hayao Miyazaki.

Il regista quarantenne Hiromasa Yonebayashi è infatti della scuola dello Studio Ghibili, e si ispira al romanzo “La piccola scopa” dell’inglese Mary Stewart per portarci in un mondo fantastico e allo stesso tempo in grave pericolo.

La piccola Mary detesta i suoi capelli rossi “pel di carota” e mentre i suoi genitori stanno terminando il trasloco, lei si è già trasferita nella grande magione rossa dove vive la sua anziana prozia Charlotte. Un pomeriggio, vagando per la foresta che circonda la grande casa della prozia…

102 minuti nel segno della fantasia più pura e incontenibile, proprio nel solco dello Studio Ghibli e del suo autore più famoso. Numerose, infatti, sono le citazioni e gli omaggi che Yonebayashi fa al suo maestro: da “Kiki consegne a domcilio” a “La città incantata”.

Davvero un piccolo gioiello d’animazione.

“Quando c’era Marnie” di Hiromasa Yonebayashi

Quando cera Marnie Loc

(Giappone, 2014)

E’ passato fugacemente per le sale italiane “Quando c’era Marnie” di Hiromasa Yonebayashi (già regista di “Arietty – Il mondo segreto sotto il pavimento” e stretto collaboratore del maestro Miyazaki), prodotto dallo Studio Ghibli che ha già annunciato – sob! – la momentanea chiusura a causa del flop commerciale de “La Principessa splendente” e del ritiro dello stesso Miyazaki.

Tratto dall’omonimo libro della scrittrice britannica Joan Gale Robinson, edito nel 1967, e fra i 50 libri che più hanno influenzato l’opera di Hayao Miyazaki, “Quando c’era Marnie” ci racconta la difficile adolescenza della tredicenne Anna, rimasta orfana a tre anni e per questo adottata. Sulla sua strada incontrerà, tra sogno e realtà, una coetanea con un fascino e una dolcezza particolari, a cui si sentirà profondamente legata…

Un’opera delicata e struggente che, come tutti i film dello studio Ghibli, merita senz’altro di essere vista.

 

Quando c’era Marnie