“Indiana Jones e l’ultima crociata” di Steven Spielberg

(USA, 1988)

Come già scritto parlando de “I predatori dell’arca perduta”, questo “Indiana Jones e l’ultima crociata” è l’unico sequel davvero straordinario della serie dedicata all’archeologo più famoso del cinema.

Scritto da George Lucas insieme all’olandese Menno Meyjes (candidato all’Oscar per la migliore sceneggiatura non originale de “Il colore viola” di Spielberg) questo film consacra definitivamente il mito del professor Henry Jones Jr.. E chi, se non il professor Henry Jones Senior, poteva farlo?

Interpretato magistralmente da Sean Connery (il primo grande 007, personaggio al quale gli stessi Spielberg e Lucas si ispirarono per scrivere “I predatori dell’arca perduta”) che incarna splendidamente il classico “topo di biblioteca” incapace e inadatto a qualsiasi tipo di azione, la vera e propria antitesi del figlio.

Ma non solo, nelle prime scene del film incontriamo il giovane Indiana Jones (interpretato da River Phoenix) nel momento in cui inizia a usare la frusta – che gli causa la cicatrice al mento che lo stesso Ford ha davvero nella vita reale – e soprattutto indossa per la prima volta il suo famoso cappello.

E nella scena finale conosciamo finalmente la storia del suo strano nome. Il tutto mentre siamo sulle tracce di una delle leggende e dei miti più famosi della civiltà umana: il Santo Graal.

Con sequenze mozzafiato, scene ed effetti speciali che ancora fanno colpo, la terza avventura di Indiana Jones è fra i migliori film d’azione mai realizzati, grazie anche alla profonda ironia che permea ogni scena, soprattutto quelle che mostrano il rapporto complicato e al tempo stesso spassoso fra padre e figlio Jones.

E pensare che all’anagrafe Sean Connery e Harrison Ford hanno meno di dodici anni di differenza. Potere del cinema e dei grandi attori…

“Star Wars – Il risveglio della forza” di J.J.Abrams

Il risveglio Loc

(USA, 2015)

Prima di tutto è importante chiarire che qui nessuno rileverà nulla della trama del VII e attesissimo episodio della saga più stellare del cinema. Nel nostro Paese ci sono già troppo debosciati che pensano che per parlare di un film basta raccontare il plot… poracci!

Ma tornando all’opera di J.J. Abrams (che a me ha dato grande gusto!), nonostate le galattiche aspettative planetarie, riesce a mantenere le promesse e a superare la sfida di raccontare qualcosa di nuovo sulla famiglia Skywalker, quando neanche il suo creatore George Lucas c’era riuscito davvero.

E’ stata una grande emozione rivedere sullo schermo l’inossidabile Harrison Ford nei panni di Han Solo (che è sempre stato il mio personaggio preferito), Carrie Fisher in quelli di Leia e Mark Hamill in quelli di Luke. Per il resto spettacolarità, colpi di scena come se piovesse e citazioni palesi e sottili da veri intenditori.

Fiducioso mi preparo ora il prossimo episodio che è già in preproduzione…

….CHE LA FORZA SIA CONTE!

Il risveglio della Forza arriverà il 16 dicembre

Il risveglio della Forza Loc

E’ ufficiale regà: il settimo capitolo della saga delle saghe “Guerre Stellari – Il risveglio della Forza” arriverà nelle sale italiane il prossimo 16 dicembre. Lo ha comunicato ieri la casa di distribuzione della Disney italiana. Il film diretto dal nuovo  pupillo d’oro di Hollywood J.J. Abrams, dalle prime anticipazioni, si svolge trent’anni dopo gli eventi accaduti ne “Il ritorno della Jedi” e di questo vede nel cast il grande Han Solo/Harrison Ford, la principessa Leila/Carrie Fisher e Luke Sky Walker/Mark Hamill. Fra le novità, invece, ci sono il grande Max von Sydow  e Andy Serkis, che ha prestato voce e sembianze al Gollum di Peter Jackson.

Nell’attesa, lasciatemelo dire: che la Forza sia con voi!

“I predatori dell’arca perduta” di Steven Spielberg

I predatori arca perduta Loc

(USA, 1981)

Se all’incirca il 13% dei maggiori blockbuster hollywoodiani porta la firma di Steven Spielberg e George Lucas ci sarà un motivo! E quando il primo decide di realizzare un’idea del secondo le cose diventano ancora più spettacolari, e “I predatori dell’arca perduta” è il migliore degli esempi. Spielberg riesce a portare sul grande schermo la storia geniale creata da Lucas, scritta insieme a Philip Kaufman, sul professore universitario e archeologo d’azione che deve combattere i Nazisti, creando un nuovo linguaggio visivo che cambia per sempre il cinema d’avventura. Il tutto farcito con una deliziosa e sorniona ironia che con il passare degli anni non perde un colpo. Non voglio parlare dei sequel, fra cui l’unico degno di stima è “Indiana Jones e l’ultima crociata”, per non rovinare tutto (del quarto merita un pensiero solo l’affascinante caschetto nero della bella e crudele Kate Blanchett). E pensare che per il ruolo da protagonista Spielberg voleva Tom Selleck, che però si era appena impegnato in maniera esclusiva nella serie “Magnum P.I.”, e Harrison Ford fu una sorta di ripiego suggerito da Lucas… Quanto questo film ha inciso nell’immaginario collettivo? …Dopo averlo visto, di la verità, i ruderi maya non sono più gli stessi!