“Il ragazzo selvaggio” di François Truffaut

Il ragazzo selvaggio

(Francia, 1970)

Per scrivere la sceneggiatura di questo struggente film, Truffaut e Jean Gruault si rifecero direttamente al vero diario del dottor Jean Itard, il medico che accolse in casa sua il ragazzo trovato in una foresta francese nel 1798.

Come molti altri film di François Truffaut, anche “Il ragazzo selvaggio” è un inno in difesa dei bambini, dei ragazzi e di tutti i più piccoli e deboli della società.

Lui, che passò molto tempo della sua giovinezza in riformatorio, con la sua cinematografia ha contribuito a creare quell’attenzione all’infanzia  – e anche alla disabilità – che oggi sembra scontata ma che fino a poco tempo fa non lo era affatto.

Per questo, per esempio, ogni volta che vado all’Ikea ed entrando nel reparto bambini leggo la scritta “Per i più importanti del mondo” penso a Truffaut.

Aggiungo, infine, che nulla mi toglie dalla testa che David Lynch si sia ispirato a questa indimenticabile pellicola per girare dieci anni dopo il suo “The Elephant Man”, e non solo per il bianco e nero.

“Una storia vera” di David Lynch

Una storia vera locandina

(Francia/UK/USA, 1999)

Questa bellissima e crepuscolare pellicola è tratta da una storia vera (come dice il banale titolo italiano, mentre quello originale è “The Straight Story”, che gioca sul doppio senso del cognome del suo protagonista Alvin Straight).

L’anziano Alvin appunto (interpretato splendidamente da Richard Fansworth, famoso caratterista di Hollywood qui al suo primo grande ruolo e purtroppo anche alla sua ultima interpretazione), miope al limite dell’ipovisione, vuole rivedere il fratello che vive in un altro stato, con il quale non parla da vent’anni per una lite provocata da un motivo ormai perso nel tempo.

L’unico mezzo di locomozione che può condurre legalmente e in maniera indipendente è il suo tagliaerbe, e con questo coraggiosamente parte per un viaggio alla scoperta di un’America fatta di strade statali e piccole cittadine, che raccontano un Paese da un’angolazione insolita e particolare.

Una struggente e minimalista riflessione sulla vita firmata da un grande regista.

Da vedere e rivedere per riconciliarsi con se stessi.