“I Goonies” di Richard Donner

(USA, 1985)

Chi, come me, ha vissuto la propria adolescenza negli inesorabili anni Ottanta non può che essere legato a questo film frutto del genio di Steven Spielberg.

Perché proprio a Spielberg viene l’idea del soggetto – che ha molti riferimenti al suo “E.T. L’extraterrestre” – poi sviluppato da Chris Columbus (che diverrà successivamente il regista di blockbuster come “Mamma, ho perso l’aereo” o “Harry Potter e la Pietra Filosofale”) e girato da Donner (regista della prima saga di “Superman” e di quella di “Arma letale”). Un mix esplosivo il cui risultato è un vero e proprio film cult.

C’è poi il cast che annovera alcuni giovani attori che poi sarebbero diventati icone del cinema hollywoodiano di oggi, come Josh Brolin (“Men in Black 3” nonché Thanos nelle pellicole degli Avengers, solo per citarne alcuni) nella parte di Brad Walsh, e Sean Astin in quella di suo fratello minore Mickey, protagonista del film, che poi vestirà i panni di Samvise Gamgee nella trilogia de “Il Signore degli Anelli “ di Peter Jackson.

Lo stesso Astin ci indica che eredità ha lasciato questo film nell’immaginario contemporaneo visto che, non a caso, è stato inserito nel cast della seconda stagione di una delle serie televisive di più successo degli ultimi anni come “Stranger Things”.

La storia che si consuma nelle caverne sotterranee di Astoria, una piccola cittadina dell’Oregon, è una di quelle che hanno segnato gli anni Ottanta, e non solo.

Nel dvd sono presenti molti extra, fra cui uno sfizioso “Dietro le quinte” e il videoclip – così si diceva negli Ottanta… – della canzone colonna sonora del film “The Goonies ‘R’ Good Enough” canta da Cindy Lauper, in cui la stessa cantante sospesa sotto una cascata come quella del film dice al pubblico: “…E’ tutta colpa di Steven Spielberg!”. Il regista poi appare, perplesso seduto al tavolo di montaggio osservando la Lauper in difficoltà…

Insomma: gli Ottanta non sono morti, ma vivono e combattono con noi!

“Rent” di Chris Columbus

Rent

(USA, 2005)

Chris Columbus firma l’adattamento cinematografico del famoso musical scritto da Jonathan Larson, grande successo di pubblico e critica a Broadway.

L’idea nacque agli inizi degli anni Novanta, e partiva da una sorta di rilettura de “La Bohème” di Giacomo Puccini ambientata nella New York fine anni Ottanta.

Ma nella “grande mela” bohèmien del 1989 dominano due grandi flagelli: l’eroina e l’AIDS, argomenti allora tabù sui palcoscenici ma che invece Larson inserisce in “Rent” senza ipocrisie, assieme all’omosessualità e soprattutto all’omofobia.

Il suo musical in breve tempo diventa il manifesto di una generazione e di un’epoca, grazie anche alle musiche immortali, sempre firmate da Larson.

Ma lo stesso autore non potrà godere neanche di un applauso per la sua opera: la mattina del 25 gennaio 1996, poche ore dopo che si era conclusa l’ultima prova generale, e a poche dalla prima, Jonathan Larson muore per un aneurisma celebrale a soli 36 anni.

La vita a volte è inquietante: sorte simile – oltre incredibilmente al cognome! – a quella di Stieg Larsson scomparso pochi mesi prima che uscisse il suo “Uomini che odiano le donne”, uno dei maggiori successi editoriali planetari degli ultimi anni.

Anche se non amo troppo gli adattamenti cinematografici di musical (“Grease” è l’eccezione che conferma la regola), questo firmato da Columbus – e prodotto anche da Robert De Niro – è godibile fino all’ultimo fotogramma grazie ad un cast davvero all’altezza, fra cui spicca la bellissima Rosario Dawson.

Strepitosa e splendida “Seasons of Love”: da ascoltare la mattina come sveglia per iniziare bene la giornata.